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    Polli putrefatti da gustare...

     

    Segnalato da André

    Un nostro caro amico ci ha trasmesso gentilmente questo documento che abbiamo ritenuto opportuno pubblicare.
    Quello che tutti voi non hanno mai visto e non vorrebbero mai vedere.


    Il “ becchino” si avvia all'alba…


    bussa alle porte di ogni villaggio…


    raccoglie polli morti... chissà di quale malattia.


    Un pollo morto costa 1 RMB e sarà venduto a 9 RMB dopo il "trattamento"...


    Centro di raccolta. Carcasse di polli dappertutto...


    Nel fango…


    nelle sudicie cucce di animali.


    Alcuni addetti cominciano a spennare gli animali dopo averle messo a bagno in acqua bollente in un contenitore arrugginito.


    L'odore è pungente, ma anche se così terribile dopo breve tempo gli operai si abituano a Sopportarlo...


    Qui lo svisceramento ma anche una strana impagliazione…


    Una vasca di acqua contaminata con sostanze chimiche per ritardare il processo di decomposizione...


    Fase di colorazione e trattamento per ammorbidire le carni degli animali in quanto non dissanguati...


    Una rosolata sopra il carbone (diossina) e il pollo è pronto ad essere commercializzato in tutto il mondo.


    BUON APPETITO !

    Data articolo: dicembre 2008

    http://www.ecplanet.com/canale/scienza-1/archeologia-39/1/0/44950/it/ecplanet.rxdf

    Argentina, veto della Fernandez sulla legge salva-ghiacciai

     

    Una norma che impediva scavi minerari in vicinanza delle enormi masse di acqua solida ha subito il veto della presidente. "Colpa del business"

    Un ghiacciaio in Argentina

    BUENOS AIRES - Era stata approvata a larghissima maggioranza dal Parlamento, ma non è bastato. L'importante e innovativa legge argentina sulla protezione dei ghiacciai nazionali è andata a sbattere contro la decisione del presidente Cristina Fernàndez di porre il veto. La norma era stata pensata soprattutto per sancire il valore e la tutela delle riserve idriche del Paese, ma per ottenere questo risultato rischiava di intralciare il grande business delle estrazioni di metalli preziosi.
    La decisione di porre il veto è stata presa infatti su richiesta dal Segretario alle miniere con la motivazione che le limitazioni previste nella legge "sono eccessive" e danno "la precedenza agli aspetti ecologici piuttosto che ad attività che possono comunque essere portate avanti nel rispetto dell'ambiente".
    "I governatori delle province interessate - ha precisato la presidente - hanno espresso la loro preoccupazione sulla norma in quanto avrebbe avuto ripercussioni economiche negative su sviluppo e investimenti nelle loro zone". La legge avrebbe bloccato in particolare i progetti di estrazione ventennale di oro, argento e rame nella provincia di San Juan, al confine con quella cilena di Atacama, messi in cantiere dal colosso minerario canadese Barrick Gold.
    La legge, chiamata del "budget minimo per la protezione dei ghiacciai e dell'ambiente periglaciale", era stata approvata lo scorso ottobre con grande soddisfazione dei numerosi movimenti che si oppongono a questi invasivi progetti estrattivi e dallo Ianigla, l'istituto argentino per la nivologia, la glaciologia e le scienze ambientali. "E' difficile capire cosa sia accaduto - ha commentato Ricardo Villalba, il direttore del centro di ricerca - la comunità scientifica non vuole frenare lo sviluppo economico ma preservare le riserve idriche in regioni dove si fa affidamento su queste risorse per il consumo e gli usi agricoli".

    La legge aveva tra l'altro il merito di definire in maniera chiara cosa bisogna intendere per ghiacciaio, vietando nei paraggi qualsiasi attività di scavo minerario e sondaggio petrolifero, oltre alla costruzione di edifici o infrastrutture. Ma oltre a proteggere le riserve idriche della regione da possibili contaminazioni, lo stop allo sfruttamento minerario secondo gli ambientalisti argentini aveva il pregio di bloccare attività potenzialmente dannose per il riscaldamento globale.
    "Lo sfruttamento minerario - ha ricordato Norberto Ovando, il vicepresidente degli Amici dei parchi nazionali argentini - contribuisce a disperdere nell'ambiente sostanze che accelerano lo scioglimento dei ghiacciai. Per noi l'acqua ha più valore dell'oro e non ha sostituti". Contro l'iniziativa del presidente Fernàndez si è pronunciato anche l'autorevole quotidiano argentino La Nacion definendola in un editoriale un "veto sospechoso".

    (27 novembre 2008)

    AFFRONTARE LA MORTE INSIEME



    Alcuni anni fa, mentre nel nostro hospice stavo girando su un fianco un paziente per lavargli la schiena, lui mi disse, voltando il viso sopra la spalla: "Sai, non ho mai pensato che fosse così".
    Io sono molto sincero con gli altri e così gli ho chiesto: "Come pensavi che fosse?" e lui mi rispose: "Non ci avevo mai pensato". In quel momento capii che questa comprensione per lui rappresentava una sofferenza maggiore del cancro in fase terminale che aveva al polmone.
    La morte lo aveva afferrato di sorpresa.


    Per ciascuno di noi c'è un angolo molto scuro nella nostra mente. E lì, proprio in quell'angolo, c'è una voce che ci dice: "Un giorno morirò".
    Il modo in cui diamo ascolto o respingiamo questa voce determina come vivremo le nostre vite. A volte la voce ci parla molto chiaramente, ad esempio quando a stento sfuggiamo a una disgrazia o quando muore qualcuno che conoscevamo. Invecchiando i capelli si diradano e diventano grigi e le nostre pance più molli ed è allora che la voce si fa sentire con più frequenza. Man mano che la morte si accumula nella nostra vita, la voce ci parla più spesso. Quando muore qualcuno che amiamo allora ci urla; ci fa sapere che la nostra vita non sarà mai più la stessa, ma che è stata alterata per sempre.


    La morte è la questione centrale delle nostre vite eppure a mala pena pronunciamo la parola. In America impieghiamo tutta una serie di eufemismi al posto della parola 'morte'. Le persone non muoiono, se ne vanno o finiscono, come una carta di credito. Nella vita facciamo piani su tutto: con chi ci sposeremo, dove andremo in vacanza, quale carriera intraprendere, quanti bambini avere... tutte cose che potranno non accadere mai. Ma per l'unica cosa certa che ci capiterà non ci prepariamo. E anch'io non sono poi tanto diverso dagli altri.
    Ogni giorno lavoro con persone che stanno morendo e ancora ci sono dei giorni in cui penso che a me non capiterà. Ma molto lentamente, nel corso di questi vent'anni, la morte ha iniziato a richiedere la mia attenzione ed è proprio perché richiama la nostra attenzione che essa ha una tale grazia e un tale potere. In qualche modo galvanizza la nostra attenzione nel momento.


    Quando parlo della morte non lo faccio per spaventarci o intristirci ma perché in base alla mia esperienza, stando con persone che stanno morendo e riflettendo quotidianamente sulla morte, ho visto che è il migliore dei modi che conosco per entrare pienamente nella vita. Non conosco nessuna altra cosa che mi mostri a me stesso con la stessa chiarezza come lo stare accanto a qualcuno che sta morendo.
    Quando vediamo la morte da vicino, a portata di mano, proprio sulla punta delle dita, iniziamo a capire qualcosa della vita. Cominciamo ad apprezzare che ogni cosa cambi: ogni pensiero, ogni relazione, ogni atto d'amore viene e va.


    E una volta compreso questo, non ci attacchiamo più troppo strettamente a ogni cosa. Forse non ci prendiamo più nemmeno troppo sul serio. E questa qualità coltiva in noi la capacità di cedere, abbandonare e incoraggia la nostra generosità. Mi sembra strano, ma è vero, che la riflessione sulla morte ci rende più gentili gli uni con gli altri.
    Quando si inizia a vedere quanto sia precaria la vita, allora si capisce anche quanto essa sia preziosa e allora non si vuole sprecare nemmeno un momento. Si desidera vivere pienamente, si vuole dire agli altri che li amiamo sul serio.


    Il tema di cui volevo parlare stasera è la relazione che si instaura tra chi sta morendo e chi presta assistenza. Ciò che è importante capire fin da subito è che tutti ne abbiamo la capacità, ognuno di noi sa come prendersi cura di un altro. Lo abbiamo fatto per centinaia di anni e ora lo abbiamo solo dimenticato: dobbiamo ricordarcelo a vicenda. Abbiamo reso talmente per specialisti l'assistenza ai moribondi che ne abbiamo paura. All'inizio forse è importante comprendere che morire non è un fatto medico. Dobbiamo impiegare il meglio di ciò che la medicina ci offre per assistere chi sta per morire, ma non dovremmo permettere che sia la medicina a guidare l'esperienza. Morire è piuttosto una questione di rapporti: con noi stessi, con le persone che amiamo e con qualsiasi immagine che abbiamo della estrema gentilezza. Il nostro compito dunque è di facilitare queste relazioni e scoprire come ciascuno incontrerà la propria morte. Qual è il modo unico che ciascuno ha di affrontare questa esperienza?


    Sarebbe davvero bello se avessi una pratica bella e pronta da potersi applicare in ogni situazione. Mi piacerebbe potervi dare una borsa piena di trucchi da portare con voi accanto al letto della persona che sta morendo. Temo però che servirebbe solo a separarvi dalla persona che state assistendo. La morte di ognuno è completamente unica così come lo è la costellazione di esperienze che accompagnano la morte. Non esiste un solo modo. Tuttavia penso che ci siano dei precetti o pratiche che possano essere utili per guidarci mentre stiamo accanto a una persona che sta per morire.


    Recentemente sono dovuto intervenire durante una conferenza molto importante in cui c'erano molti dottori famosi. Avevano portato diapositive, video e avevano preparato dei discorsi scritti molto bene con un punto dopo l'altro in bella successione. Il mio stile è un po' meno formale, ma ho voluto provare a sfidarmi per vedere se ero capace di pensare cinque punti importanti. E adesso li voglio condividere con voi.
    Il primo precetto: accogli tutto, senza respingere nulla.
    Che cosa significa? Come fare? Iniziamo creando un ambiente straordinariamente ricettivo, un ambiente caratterizzato dalla bellezza. Non solo dalla bellezza fisica, ma dall'apprezzamento per la bellezza che si incontra in quella circostanza, l'apprezzamento per il modo in cui ogni individuo attraverserà il processo della sua morte.
    Vi racconto una storia che aiuta a illustrare questo punto. Le storie sono il metodo migliore perché possiamo entrarvi ogni volta che ne abbiamo bisogno.


    C'era un uomo che era stato mandato al nostro hospice, veniva dal reparto psichiatrico dell'ospedale distrettuale e si trovava lì perché aveva un cancro al polmone e voleva uccidersi. Non vedeva come la sua vita avesse alcun valore. Entrai nella sua stanza e mi sedetti in silenzio accanto a lui. Dopo un mi disse: "Nessuno si è mai seduto vicino a me in questa stanza per così tanto tempo". Gli risposi: "Ho molta pratica a stare seduto fermo, che cosa vorresti?"
    "Degli spaghetti" disse. "Noi facciamo degli spaghetti molto buoni, perché non vieni a casa nostra e stai con noi?" gli risposi. E' stato questo il nostro colloquio di ammissione. Il giorno successivo quando poi venne, c'erano gli spaghetti pronti che lo aspettavano. Bisogna capire, per lui gli spaghetti erano la casa e il nutrimento in ogni senso. Rimase con noi per tre mesi e il suo desiderio di uccidersi non sparì solo perché gli avevamo dato gli spaghetti, sebbene li facciamo veramente buoni! In quel periodo era uscito in America un libro che descriveva i diversi modi per uccidersi. Lo voleva e allora glielo procurai e glielo lessi.


    Accogli tutto, senza respingere nulla.
    Ero completamente convinto che ciò che quest'uomo tentava di scoprire era dove trovare il valore della sua vita. Poco prima di morire mi disse: "Frank, ti voglio ringraziare perché sono più felice ora di quanto non lo sia mai stato in tutta la mia vita". "Come è possibile, poche settimane fa volevi ucciderti perché non ce la facevi a camminare nel giardino?" gli chiesi. E lui: "Quello era solo un correre dietro al mio desiderio". "Vuoi dire che le attività della tua vita non hanno più tanta importanza per te?" "No, non sono le attività che mi portano gioia, ma l'attenzione all'attività" e proseguì: "Adesso il mio piacere deriva dal fresco della brezza e dalla morbidezza delle lenzuola".
    Un cambiamento notevole per quest'uomo che avevo incontrato la prima volta nel reparto psichiatrico. Accogliere tutto, senza respingere nulla richiede coraggio. Una ricettività senza paura, dal momento che non abbiamo idea di come andrà a finire.
    Secondo precetto: porta tutto te stesso in questa esperienza.
    Significa che per essere di servizio di un'altra persona dobbiamo mettere anche noi stessi nell'equazione. Ma prima voglio spiegare la parola 'servizio' perché può generare molta confusione. Spesso si pensa al servizio come all'essere servili o spesso lo definiamo come un peso o un obbligo. Quando parlo di servizio, invece, io intendo qualcosa di simile all'accompagnare un'altra persona. Per farlo dobbiamo essere disposti a indagare la nostra esperienza. Se diciamo all'altra persona: "Io capisco" senza averlo fatto, l'altro capirà che ci stiamo buttando a indovinare. Quando serviamo è il nostro intero essere a servire. Inclusi i nostri talenti, ma anche le nostre ferite e paure. E' proprio l'investigazione interiore che crea un ponte di empatia con la persona di cui ci stiamo prendendo cura.


    Avevo un mio amico, John, che stava morendo di AIDS, gli volevo molto bene, era un mio carissimo amico. Un giorno, mentre gli stavo vicino, è successo un fenomeno neurologico molto strano: in quel solo pomeriggio di colpo perse la capacità di tenere una forchetta, di stare in piedi o di dire qualcosa di comprensibile. E' stato molto duro. Sto pensando a lui, adesso. (pausa di silenzio)
    Anche quando qualcuno muore, il rapporto continua. Fu terribile quella giornata con lui. E' durata tutta la notte fino alle prime ore del mattino. In un solo pomeriggio la condizione di John cambiò in modo drammatico: perse la capacità di tenere una forchetta, di stare in piedi e di formulare delle frasi comprensibili. Mi spaventai a morte.


    Assisterlo era difficile. Oltre a questo nuovo e strano disastro neurologico, soffriva anche per dei dolorosissimi tumori anali e una diarrea costante. Mi sembrava di aver trascorso tutta la giornata spostandolo dalla vasca da bagno al gabinetto e poi di nuovo alla vasca. Solo tenerlo pulito richiedeva uno sforzo senza fine. Si dimenava e borbottava parole senza senso, si era fatta notte. Alle tre del mattino ero esausto. Non avrei fatto altro che dormire, volevo che lui tornasse a letto e che la mattina mettesse fine a quell'incubo. Tentai di prendere il controllo della situazione facendo ricorso a ogni trucco che conoscevo: a momenti lo blandivo, poi ero gentile in modo molto superficiale, poi diventavo manipolativo, arrivai anche a sgridarlo. Feci di tutto per riportarlo a letto in modo da potermi riposare.


    A un certo punto, in mezzo a uno degli spostamenti dalla vasca al gabinetto, parlò e dalla sua mente confusa sentii dirmi queste parole: "Ti stai sforzando troppo". Aveva ragione, era proprio così, stavo sforzandomi troppo per mantenere il controllo, respingere la paura ed evitare il dolore di quella situazione. Mi fermai di colpo, mi sedetti sul water e tutti e due scoppiammo a piangere. La scena era incredibile: John con i pantaloni del pigiama tirati giù fino alle ginocchia, io con la carta igienica in mano, le feci erano dappertutto. Guardando retrospettivamente posso dire che quello è stato l'incontro più squisito di tutta la nostra relazione. Eravamo là, totalmente indifesi, insieme. In quel momento non c'era più niente che ci separasse, non c'erano finzioni e neppure sforzi. Non restammo così per sempre, stare in quello stato ci mostrò cosa fare dopo; solo dopo essere stati disponibili ad arrivare fino a quel punto abbiamo capito cosa fare in seguito.
    Porta tutto te stesso al capezzale, porta tutto te stesso nell'esperienza.


    Terzo precetto: non aspettare.
    Quando aspettiamo siamo pieni di aspettative; quando aspettiamo ci sfugge ciò che questo momento ha da offrirci. Siamo talmente occupati a preoccuparci per ciò che il futuro ci riserva che perdiamo le opportunità che ci stanno davanti. Se c'è una persona che amiamo, non aspettiamo per dirglielo. E' un assurdo gioco d'azzardo aspettare fino al momento della morte per fare questa investigazione o per esprimere il nostro affetto l'uno per l'altro. Quando lavoro con le famiglie, incoraggio tutti a parlare direttamente con la persona che sta morendo. Li incoraggio a essere sinceri, a esprimere il loro amore.
    Quarto precetto: trova un luogo dove riposare in mezzo alle cose.
    Spesso pensiamo al riposo come a qualcosa che faremo quando tutto il resto sarà finito. Come quando andiamo in vacanza o abbiamo finito di lavorare. Ma nel lavoro di accompagnamento delle persone che stanno morendo, dobbiamo riuscire a trovare questo punto di riposo, a volte anche in mezzo al caos. Questo luogo è sempre lì per noi, è sempre a disposizione. Dobbiamo solo portarvi l'attenzione e imparare a non ostacolarlo.
    Una volta mi chiamarono a casa perché una donna nel nostro hospice stava per morire. Arrivai per stare con lei.


    Era un'anziana donna ebrea russa di ottantasei anni, molto dura, senza il minimo interesse per il buddhismo. Quando entrai nella sua stanza faceva molta difficoltà a respirare, ansimava. Di solito cerco di intervenire il minimo possibile e dunque mi sedetti in un angolo della stanza. Le avevamo già somministrato tutte le medicine del caso e degli analgesici. Non c'era dolore, ma sofferenza. Un'infermiera che le sedeva vicino e a un certo punto si rivolse ad Adele, questo era il nome della donna, dicendole: "Non aver paura, sono qui io". Al che Adele replicò: "Mi creda, se si trovasse nella mia situazione anche lei avrebbe paura". Dopo un po' l'assistente disse: "Mi sembra che abbia freddo, vuole una coperta?" La donna rispose: "Certo che ho freddo, sono quasi morta!" Davanti a quella situazione feci due osservazioni: la prima era che Adele voleva qualcuno che fosse molto diretto con lei, non voleva sentire discorsi new-age sulla morte. La seconda era che la sua sofferenza si manifestava nel respiro.

    Mi avvicinai e le chiesi: "Vorresti lottare un po' meno?" "Sì". Allora proseguii: "Ho visto che c'è un piccolo posto proprio lì, al termine dell'espirazione, una piccola pausa. Dimmi se puoi, anche solo per un attimo, portare l'attenzione proprio in quel punto". Ricordate? La donna non aveva mai avuto il minimo interesse per il buddhismo o la meditazione o cose del genere, ma aveva una forte motivazione a liberarsi dalla sua sofferenza. Così riuscì a portare l'attenzione in quel posto di riposo, quel brevissimo momento alla fine dell'espirazione e un po' alla volta vidi svanire la paura dal suo viso. Aveva trovato un luogo di riposo nel mezzo delle cose. Quel momento di riposo che è sempre lì, a disposizione di ciascuno; si presenta in modi diversi per ogni individuo. Dal punto di vista pratico potremmo dire che è il luogo che si trova tra due respiri.
    Trova un luogo di riposo nel mezzo delle cose, scopri come si presenta nella tua vita.
    Quinto precetto: coltiva "la mente che non sa".
    Si tratta di un'espressione molto difficile da capire, non sono ancora sicuro di averla capita. Nella pratica zen esiste l'espressione "nel non sapere c'è la maggiore intimità". Ci si riferisce al fatto che quando non sappiamo dobbiamo stare molto vicini all'esperienza e in questo modo si crea un'intimità con l'esperienza. E' esattamente come entrare in una grotta buia senza nessuna luce. Non conoscendo la strada, la seguiremo a tentoni lungo le pareti, dovremo restare molto vicini all'esperienza.


    Un mio amico una volta ha detto: "E' come usare il metodo Braille, troviamo la strada attraverso l'esperienza". Quando non sappiamo abbiamo la possibilità di vedere molto di più del quadro. Se entriamo nella stanza di una persona che sta morendo pieni del nostro conoscere, vedremo solo una parte limitata delle possibilità. I pensieri stessi che abbiamo sull'esperienza ci limitano e ci allontanano dall'esperienza e dalla persona che stiamo incontrando. Per questo diciamo che "nel non conoscere c'è la maggiore intimità". Se paragoniamo ciò che sappiamo con ciò che non sappiamo, dobbiamo ammettere che ciò che non sappiamo è molto più vasto. Perciò dobbiamo essere disposti ad accoglierlo.


    Un'ultima storia. Un altro mio amico ormai prossimo alla fine aveva grosse difficoltà a respirare, la testa era reclinata all'indietro e la gola molto tesa: non sapevo che cosa fare. Un insegnante spirituale molto rinomato, che tutti conoscete ma di cui non voglio dire il nome, lo venne a trovare e mi disse: "Devi fare così: toccagli la cima della testa: il suo spirito sta tentando di lasciare il corpo e se tu farai come ti dico lo incoraggerai ad andare via". Feci come mi aveva detto ma non successe nulla. Più tardi venne pure il medico che disse: "Bisogna dargli più morfina". Lo feci ma non successe nulla. Arrivò poi un famoso manipolatore del corpo che mi mostrò dei punti speciali sui piedi del mio amico che avrei dovuto toccare. Feci come aveva detto ma non successe nulla. Tutte queste persone avevano delle idee, erano anche delle buone idee, ma non erano l'intero quadro.


    Ricordo che io sentivo solo che sarei dovuto andargli più vicino, così mi sdraiai accanto a lui nel letto e cominciai a carezzargli la gola e poi il cuore e un po' alla volta la testa tornò in avanti e il respiro divenne più rilassato. Ancora non so se feci la cosa giusta, forse gli ho impedito di fare chissà quale esperienza spirituale, non lo so. Credo però che per consentire a ciascuno di noi di essere libero, i nostri cuori debbano essere morbidi.
    Trascrizione del discorso tenuto a Venezia il 18/6/99
    estratto dal libro"Fare Amicizia con la Morte" pubblicato dalla rete indra (www.reteindra.org)
    il libro "Fare Amicizia con la Morte" è pubblicato nella versione integrale nel sito della Stazione Celeste, per visionarlo ciccare sul seguente link:
    http://media.supereva.it/stazioneceleste/esercizi/morte.

    LA TERRA E' IN PERICOLO?

    LA TERRA E' IN PERICOLO?
    "La salveranno gli alieni"

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    PARMA, 15 SETTEMBRE – Ardenti sfere luminose di circa 60 metri di diametro prodotte da un apparato tecnologico extraterrestre costruito in Siberia centrale, deviano e distruggono i corpi celesti (meteoriti) in rotta di collisione con la Terra.
    Il misterioso generatore di energia, che si trova ad una profondità indefinita del pianeta, avrebbe gìa salvato il nostro pianeta nel lontano 1908, quando a Tunguska, in Siberia, esplose un meteorite.
    Questa teoria, elaborata da due studiosi come Costantino Paglialunga, chimico che ha svolto numerose ricerche nel territorio russo e Valery Mikhailovich Uvarov, capo del Dipartimento di Ricerche Ufologiche di San Pietroburgo, è stata spiegata in modo dettagliato da Gianluca Viappiani, consigliere astrofilo del Centro Galileo di Parma.
    Durante l'incontro moderato da Giorgio Pattera, vicepresidente del Galielo e responsabile scientifico nazionale del centro ufologico nazionale, che si è svolto venerdì sera nella sala convegni del quartiere Cittadella, Viappiani ha mostrato foto, video e riportato le parole dei molti testimoni oculari dell’evento.
    Il misterioso apparato tecnologico
    Il luogo dove è posto il macchinario si troverebbe nell’altopiano della Siberia Centrale, una zona impervia, dove le leggende narrano di "fulmini ardenti", di "sfere fiammeggianti" e di tremende esplosioni. Nella zona sono stati trovati degli oggetti di struttura metallica, sconosciuti alla scienza terrestre, la maggior parte dei quali interrati nel permafrost siberiano.
    Altri oggetti simili, sempre misteriosi, sono stati rinvenuti in superficie. Le strutture sono costruite di un materiale sconosciuto, simile allo smeriglio.
    L’evento e le sfere luminose
    Sono le ore 7 e 15 del 30 giugno 1908, il corpo celeste frantumato esplode, polverizzato intercettato e colpito da diversi globi di plasma.
    Trentotto minuti prima della distruzione del corpo celeste di Tunguska il generatore di energia entrò nella sua fase culminante: ebbe inizio la generazione delle sfere.
    Nel cielo erano presenti diversi oggetti, provenienti da direzioni diverse, si spostavano lentamente paralleli alla superficie terrestre, talvolta fermandosi e cambiando traiettoria e velocità. (Le testimonianze parlano di cerchi infuocati di dimensioni gigantesche)
    Il grande meteorite che penetrò l’atmosfera a 16,5 chilometri al secondo, fu colpito ben nove volte da altrettante sfere luminose.
    Il primo impatto avvenne a 10mila metri di altezza. I frammenti rimasti, continuarono la loro rotta verso la Terra dove vennero intercettati e polverizzati dalle altre sfere di plasma. Quando giunse sulla superficie, il corpo celeste aveva dimensioni ridotte: gli studi scientifici parlano di 60 – 80 metri di diametro.
    L’intervento del misterioso apparato tecnologico siberiano avrebbe dunque salvato la Terra da un disastro di dimensioni epocali.
    Ma non solo in quell'occasione. Secondo le ricerche di Gianluca Viappiani sembrerebbe essere in atto un’inversione di tendenza cominciata 30mila anni fa, tra corpi cosmici che impattano con la Terra a quelli che esplodono in aria (si parla di corpi celesti di grandi dimensioni).
    “Forse un ulteriore indizio a favore dell’ impianto siberiano che fermerebbe questi mostri dello spazio”, conclude il consigliere del Galileo.
    (Gianluca Viappiani - Matteo Garofano)

    15/09/2008

    fonte:www.parmaok.it

    MORTE & COSCIENZA

     

    Il Giornale Online
    Tra la morte clinica e la morte ampiamente intesa c'è di mezzo la coscienza. Di questo si sta accorgendo anche la scienza con il suo Progetto di Coscienza Umana (The Human Consciousness Project(SM): Nuovi Paradigmi nella Scienza della Coscienza. Chissà se a qualcuno di questi studiosi verrà im mente di leggersi il Bardo, il libro tibetano dei morti?
    Il Progetto Sulla Coscienza Umana è un consorzio internazionale di scienziati e di medici pluridisciplinari che hanno unito le forze per indagare la natura della coscienza e del relativo rapporto con il cervello, così come i processi neuronali che mediano e corrispondono alle differenti sfaccettature della coscienza. Il Progetto sulla Coscienza Umana intraprenderà i primi studi scientifici su grande scala a livello mondiale riguardo a che cosa accade quando moriamo e al rapporto fra la mente e il cervello durante la morte clinica. Le diverse competenze delle squadre di esperti variano dall'arresto cardiaco, alle esperienze di pre-morte e dalla neuroscienza al neuroimaging, la cura terminale, la medicina di emergenza, l'immunologia, la biologia molecolare, la salute mentale e la psichiatria.
    Il mistero di che cosa accade quando moriamo e la natura della mente umana hanno affascinato l'umanità dall'antichità ad oggi. Anche se considerata tradizionalmente una materia da dibattito filosofico, gli avanzamenti nella scienza moderna e in particolare la scienza della rianimazione hanno ora permesso un metodo obiettivo e scientifico per cercare le risposte a queste domande stringenti, che includono implicazioni diffuse non solo per la scienza, ma anche per tutta l'umanità.

    Dagli anni 50 e 60, i miglioramenti notevoli nelle tecniche di rianimazione hanno condotto a più alti tassi di sopravvivenza per i pazienti che sperimentano l'arresto cardiaco. Sebbene molti studi si siano focalizzati sulla prevenzione e sul trattamento medico acuto dell'arresto cardiaco, relativamente pochi hanno cercato di esaminare il funzionamento conoscitivo e la condizione della mente umana sia durante, che a seguito dell'arresto cardiaco stesso. Lo studio approfondito di tali pazienti, tuttavia, potrebbe servire non solo come la sfaccettatura più intrigante della rianimazione cardiopolmonare ma può condurre a progressi significativi nel migliorare la cura medica mentre affronta efficacemente la questione mente-cervello.
    Oggi, la maggior parte degli scienziati, tradizionalmente, hanno adottato una visione monista della questione mente-cervello, sostenente che la mente, la coscienza e il sé umani sono nient'altro che dei sottoprodotti dell'attività elettrochimica all'interno del cervello, nonostante la mancanza di alcuna prova scientifica o persino di una plausibile spiegazione biologica su come il cervello condurrebbe allo sviluppo della mente e della coscienza. Ciò ha condotto alcuni ricercatori prominenti, quale il nobel neuro scienziato John Eccles a proporre una visione dualista del problema, sostenendo che la mente e la coscienza umane possano in effetti costituire un'entità separata e non scoperta, oltre al cervello.
    Al contrario della percezione popolare, la morte non è un momento specifico, ma un processo ben definito. Da un punto di vista biologico, l'arresto cardiaco è sinonimo di morte clinica. Durante un arresto cardiaco, sono presenti tutti e tre i test di verifica di morte clinica: il cuore arresta il battito, i polmoni smettono di lavorare e il cervello cessa di funzionare. Successivamente, c'è un periodo di tempo - che può durare da alcuni secondi fino ad un'ora o più a lungo - durante il quale gli sforzi medici di emergenza possono riuscire a resuscitare il cuore ed invertire il processo di morte. Le esperienze che gli individui subiscono durante questo periodo di arresto cardiaco forniscono una finestra unica per capire che cosa tutti, probabilmente, andremo a sperimentare durante il processo del morire.
    Negli ultimi anni, un certo numero di studi scientifici intrapresi da ricercatori indipendenti ha rilevato che almeno un 10-20 per cento degli individui che subiscono un arresto cardiaco riportano un pensiero lucido e ben-strutturato, sono ragionanti, hanno delle memorie e alcune volte un ricordo dettagliato del loro arresto cardiaco. Ciò che rende queste esperienze notevoli è che mentre gli studi sul cervello durante l'arresto ci dicono ripetutamente che non c'è attività cerebrale durante questo periodo, questi individui hanno riportato segnali di percezioni dettagliate che sembrano indicare la presenza di un alto livello di coscienza in assenza di attività misurabile del cervello.
    Questi studi sembrano suggerire che la mente e la coscienza umane possano, in effetti, funzionare in un momento in cui i test di verifica clinici della morte sono completamente presenti e il cervello ha cessato il suo funzionamento. Se questi più piccoli studi possono essere replicati e verificati con quelli più definitivi su grande scala del Progetto sulla Coscienza Umana, possono non solo rivoluzionare la cura medica dei pazienti criticamente malati e lo studio scientifico della mente e del cervello, ma possono anche sostenere profonde implicazioni universali per la nostra comprensione sociale della morte e del morire.
    Traduzione: Elsa Nityama Masetti
    Fonte:

    Il trattato di Lisbona e i suoi antecedenti storici e culturali. Ovvero: la vendetta dei templari e la maledizione di Jaques de Molay

    Prof. Paolo Franceschetti - 23 settembre 2008

    Il Trattato di Lisbona. Introduzione.
    Per lungo tempo ho pensato di scrivere un articolo sul trattato di Lisbona. Ma alla fine qualcosa mi bloccava. Era più che altro la rabbia per una legge assurda, una legge che non conosce nessuno, ma che tutti i politici hanno votato e approvato in massa, lasciando all’oscuro la gente sulla sua reale portata e sul suo contenuto.
    D’altronde neanche i politici la conoscono. Hanno troppo da fare per potersi leggere 400 pagine di leggi scritte in una forma volutamente pesante e incomprensibile.
    Questa legge rappresenta una delle ultime tappe del coronamento del sogno massonico del Nuovo Ordine mondiale, cioè il piano di far transitare tutte le nazioni occidentali verso un mondo in cui gli stati deleghino i loro poteri a delle istituzioni centrali che governeranno il mondo intero.

    E’ noto che il progetto del nuovo ordine mondiale prevede diverse tappe, tra cui il rafforzamento dell’ONU, la perdita di sovranità degli stati centrali europei, con il rafforzamento della UE, e la creazione di una moneta unica elettronica.
    Il Trattato di Lisbona si inserisce in questo piano, prevedendo (a parte l’assurda reintroduzione della pena di morte, di cui hanno parlato abbondantemente altri commentatori come La Rouche o Blondet) i seguenti punti essenziali:

    1) l’aumento dei poteri del consiglio; un consiglio che nessuno conosce. Se provate a chiedere a qualcuno i nomi dei consiglieri europei, vedrete che avrete un cento per cento di risposte negative. Nessun italiano, e nessun cittadino europeo in genere, conosce i componenti del Consiglio. Figuriamoci se gli chiedete cosa fanno e quali provvedimento prendono.
    2) La diminuzione dei poteri del Parlamento europeo.
    3) L’ulteriore perdita di sovranità degli stati centrali in alcune materie chiave.

    Più che il profilo giuridico, in questa sede, affronteremo il profilo storico e culturale per capire come e perché è stato possibile arrivare a questa situazione. E vedremo come e perché questa è una delle ultime tappe del progetto massonico di Nuovo ordine mondiale, che rappresenta il coronamento della vendetta templare, giurata da Jacques de Molay contro il papa e l’imperatore. Se Jacques de Molay fosse vivo sarebbe senz’altro soddisfatto. La sua vendetta si realizza ogni giorno di più e tra pochi anni sarà completa.

    La nascita e la fine dei templari.
    Dobbiamo partire dal 1139, anno in cui venne creato l’ordine dei cavalieri Templari da Ugo De Payns.
    Sono uno strano ordine, quello dei templari. Sono dei guerrieri, perché il loro compito è di proteggere i pellegrini in Terra Santa; ma sono anche monaci, perché vivono in povertà, seguendo alcune regole monastiche che verranno codificate da San Bernardo.

    In pochi decenni i templari crescono in potere e influenza. I nobili del tempo fanno a gara per entrare in questo strano ordine di monaci guerrieri, famosi per le loro abilità cavalleresche ma, allo stesso tempo, per essere protettori dei valori cristiani.
    Sorgeranno centri templari in Francia, Germania, Italia, Portogallo, con migliaia di commende (cioè di luoghi).
    I templari proteggeranno i viandanti dai predoni, e diventeranno famosi per la loro onestà. A causa di ciò saranno i primi banchieri al mondo; le loro commende diventeranno a tutti gli effetti dei veri centri di custodia, ove nobili e sovrani di tutta Europa depositeranno le loro ricchezze.

    I templari creano, quindi, il primo sistema bancario al mondo e in tal senso sono considerati gli inventori del bancomat. Infatti chiunque poteva depositare beni presso i centri templari che si impegnavano a custodirli; al momento del deposito i templari rilasciavano un attestato che dichiarava l’avvenuto deposito. Quindi, ad esempio, colui che aveva depositato il denaro a Parigi poteva poi recuperarlo anche in Italia o in Germania o in un qualsiasi altro centro templare che gli avrebbe rilasciato una identica quantità di oro.

    Sui templari sono stati fatti studi di ogni tipo e sono sorte leggende di ogni tipo. Quel che è certo però è che acquisirono delle conoscenze e una sapienza particolari per quell’epoca, perché il loro contatto con l’oriente li portò ad avere un patrimonio di conoscenze tratte sia dalla cultura cattolica ufficiale europea, che dalla cultura cabalistica orientale.
    Divennero potenti, questi templari. Troppo potenti, quasi uno stato nello stato o, meglio, uno stato al di sopra degli stati, perché rispondevano solo al papa, ma avevano il rispetto e l’appoggio anche degli imperatori, e il loro potere, alla fine del 1200, si imponeva su tutta l’Europa Cristiana.

    Probabilmente la loro potenza dava fastidio; a ciò aggiungiamo le difficoltà finanziarie del re di Francia Filippo il Bello, che prese la palla al balzo e decise di sopprimere l’ordine templare.
    Filippo il bello, con l’aiuto (o forse sarebbe più corretto dire con l’ignavia e la mancata opposizione ufficiale) di papa Clemente V, soppresse l’ordine templare, depredò i loro beni e mandò al rogo migliaia di appartenenti all’ordine.
    Jacques de Molay, l’ultimo dei maestri templari, venne mandato al rogo il 18 marzo 1314. Costui maledì il papa e l’imperatore, i quali morirono nello stesso anno in circostanze “misteriose”.

    L’età di mezzo. I templari fino al 1800
    Molti templari si rifugiarono in Portogallo, ma anche in Svizzera.
    In Svizzera, i templari crearono l’attuale sistema bancario svizzero. Vediamo in che senso.
    I templari, lo abbiamo detto, erano abili guerrieri e bancari. In svizzera difesero le frontiere dagli invasori e continuarono la loro attività di banchieri; nei secoli successivi molti sovrani depositavano in Svizzera i loro beni, e questa è la ragione della secolare neutralità svizzera durante tutta la storia Europea. Nessun sovrano avrebbe distrutto una nazione ove lui stesso aveva interessi economici; inoltre, così facendo, si sarebbe attirato l’ira di tutti gli altri stati, il che è né più né meno di quel che succede oggi, perché la Svizzera è uno dei depositi di tutte le ricchezze mondiali, lecite ma, purtroppo, anche illecite, grazie ad un sistema bancario impenetrabile da parte di magistrature, polizia e altri poteri.

    I templari si sparsero un po’ ovunque, compresi gli ordini cavallereschi di allora, come gli Ospitalieri di San Giovanni e i Cavalieri di Malta.
    Ma soprattutto, conservarono la loro struttura, che sopravvisse in segreto, e da esse (da chi?) germinarono la maggior parte delle società segrete che anche attualmente esistono oggi (o attualmente o oggi).
    I rosacroce, la massoneria più potente e segreta, altro non sono che un ordine templare a cui apparteneva anche Dante Alighieri, che infatti è considerato un po’ il padre dei Rosacroce attuali; non a caso gli omicidi massonici vengono compiuti tutt’oggi con la regola del contrappasso dantesco (vedi i nostri articoli sull’omicidio massonico, numeri 1 e 2).

    Povero Dante! Se sapesse come è stata interpretata la sua Divina Commedia probabilmente si suiciderebbe da solo, e forse per la prima volta avremmo un suicidio vero, in questa Italia.
    Il 24 giugno 1313 il Cav. Aumonte ricostituì in segreto l’Ordine Templare in Scozia, dove era fuggito con alcuni “fratelli”, e ne divenne Gran Maestro.
    Il templare Guy de Montanor, dottore in alchimia, 7° grado della gerarchia iniziatica, fondò con altri 7 iniziati, nel segreto della fratellanza, la Chiesa Templare , per perpetuare gli insegnamenti loro trasmessi. Il loro emblema era un pellicano sormontato da un cappello cardinalizio e sotto di lui sei ghiande con il motto: “Dium sibi caeteris”. E il pellicano è uno dei simboli dei Rosacroce. (All’interno della Chiesa Templare nacque inoltre, approvato dal papa, il Sacro Collegio dei 33 Frati Maggiori della RosaCroce.)

    Nel 1614 i Rosacroce rompono il silenzio secolare ed entrano in scena ufficialmente; pubblicano il loro primo manifesto, La Fama Fraternitas , e si fanno conoscere in tutta l’Europa.
    Nel 1717 i Rosacroce e i Templari danno vita alla massoneria moderna, quella per così dire ufficiale.
    Nel 1776 abbiamo la fondazione dell’ordine degli Illuminati ad opera di Adam Weishaupt, ma secondo molti storici anche gli Illuminati altro non sono che un particolare ramo dei Rosacroce.
    Ma tutta l’Europa di quei secoli è intrisa di cultura Rosacrociana e massonica. Basti pensare che sono RosaCroce: Leonardo Da Vinci, Paracelso, Nostradamus, Bacone, Galileo, Giordano Bruno, Comenio, Cartesio, Newton, Leibniz, ma anche scrittori e romanzieri come Bram Stocker, Mary Shelley, e Giulio Verne.

    Questo fenomeno è assolutamente positivo per la società di quel tempo. Solo grazie ai Rosacroce infatti la ricerca scientifica e alchemica poté proseguire senza la persecuzione dei Papi e degli imperatori.
    Sono i ricercatori massonici, Rosacrociani e templari, che hanno portato novità importanti, come l’introduzione del Buddismo in Europa e che hanno intrapreso nuove vie di conoscenza.
    Per sfuggire alle persecuzioni papali e imperiali, quindi, i templari e i Rosacroce dovettero operare in segreto, ma sempre con questi due propositi:
    - distruggere la Chiesa Cattolica.
    - distruggere e rovesciare gli imperi.

    Sono due propositi che non sono fini a se stessi, o dettati solo da unipotetica volontà satanica, come si trova affermato in alcuni testi di matrice cattolica troppo ortodossa. A quel tempo, combattere la Chiesa equivaleva a combattere l’oscurantismo e la violenza di questa istituzione, e portare nuove idee e nuove filosofie che altrimenti la Chiesa avrebbe ostacolato.
    Mentre rovesciare gli imperi significava instaurare una forma di stato più democratica.
    In realtà è probabile che molti RosaCroce, primo tra tutti Dante, non avessero la volontà di demolire la chiesa in sé, quanto una volontà di riforma, per aprire il Cristianesimo a studi e idee nuove che potessero arricchire l’umanità.

    Tuttavia è ovvio che il Rosacrocianesimo, come movimento mondialista anticattolico, ha potuto accogliere sotto le sue ali sia movimenti e idee positivi, come il buddismo, sia i movimenti satanisti o praticanti un esoterismo “nero” come l’attuale ordine della Rosa Rossa e della Croce d’oro, ovverosia la Rosa Rossa.
    Vediamo in dettaglio come è stato raggiunto questo risultato.

    La distruzione della Chiesa Cattolica.
    L’opera di distruzione della Chiesa Cattolica è stata sistematica e continua nei secoli. La storia della Chiesa può essere letta come una continua lotta per resistere alla spoliazione del suo potere temporale e spirituale
    A un certo punto, resasi conto che la massoneria non poteva vincere in un attacco frontale con la Chiesa , la massoneria decise per la strategia più ovvia. Corrompere la Chiesa dall’interno, affiliando alla massoneria Vescovi, Cardinali e anche Papi.

    In tal senso il coronamento del sogno massonico, vera e propria realizzazione della vendetta di Jacques de Molay, è stata l’opera di Paolo VI, che abolì la scomunica ai massoni, quella scomunica che nei secoli precedenti i Papi avevano sempre ribadito nella varie encicliche. E chissà che risate deve essersi fatto il nostro Jacques de Molay quando Paolo VI aprì le porte del Vaticano a Licio Gelli e Umberto Ortolani, i due padri della P2, nonché a Sindona. Umberto Ortolani venne nominato “Gentiluomo di Sua santità”, onorificenza che gli permetteva di accedere alla residenza papale in qualsiasi momento, senza preavviso. Mentre Licio Gelli fu nominato commendatore de “equitem ordinis Sancti Silvestri Papae” nel 1965. (Inoltre facevano entrambi parte dei Cavalieri di Malta, l’unico ordine cavalleresco ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa).

    E quante altre risate si sarà fatto quando Paolo VI il 4 ottobre 1965 pronunciò un discorso all’ONU definendo questa istituzione un disegno di Dio, auspicando una “autorità mondiale in grado di agire con efficacia sul piano giuridico e politico”, e si sedette in preghiera addirittura nella camera di meditazione massonica dell’ONU..
    Per non parlare del discorso del Presidente Napolitano il 31.12.2006, che testualmente disse: “C’E’ SINTONIA TRA ME E IL PAPA BENEDETTO XVI NEL SOSTENERE UN NUOVO ORDINE MONDIALE”.
    Chissà che ne penserebbero i cattolici veri, quelli che credono veramente nel Cristianesimo e nella chiesa, se capissero il significato di questo messaggio.

    Ma il capolavoro del genio massonico lo si vede con lo IOR, la banca Vaticana. Si sa. Il denaro corrompe tutto (non a caso il simbolo dei satanisti è il pentacolo, ma i denari, nei tarocchi, sono anche detti pentacoli e raffigurati come tali). E la massoneria ha fatto affluire nella casse dello IOR ad opera delle banche Rothschild, Chase Manhattan, ecc., ingenti flussi di denaro. Lo IOR cioè è diventato un centro di riciclaggio del denaro per la criminalità organizzata di tutto il mondo, con un vincolo di segretezza superiore addirittura a quello delle banche svizzere, ove addirittura neanche il Papa ha potere di intervento; mentre chi ha provato a riformarlo, come Giovanni Paolo I, è morto “misteriosamente” senza aver potuto attuare la riforma stessa.
    In tal senso, la Chiesa Cattolica è stata causa della sua stessa rovina. La corruzione, la violenza, e l’intolleranza che la Chiesa ha dimostrato nei secoli, ha permesso nei secoli l’infiltrazione della massoneria per minare alla base il potere ecclesiale..

    In altre parole, oggi la Chiesa Cattolica versa nella pietosa situazione che tutti possono constatare, con la perdita di vocazioni, la corruzione dei massimi vertici, la progressiva laicizzazione degli stati, ma tale situazione è la logica conseguenza del comportamento di questa istituzione nei secoli.
    E prima di puntare il dito contro la massoneria, contro Licio Gelli e la P 2, occorrerebbe una seria riflessione sulle responsabilità della Chiesa Cattolica in tal senso, sulla responsabilità dei politici, da quelli di destra a quelli di sinistra.
    Perché nessun fenomeno esiste se non ci sono i presupposti culturali e politici perché quel fenomeno cresca; e non sarebbe esistita la P 2 se non fosse esistita la Chiesa Cattolica da un lato e il Partito comunista dall’altro, non avremmo avuto la massoneria se non fosse stato soppresso l’ordine templare nel 1300, e non avremmo oggi la Rosa Rossa , senza la complicità delle alte gerarchie ecclesiastiche della Chiesa e di tutti i partiti.

    La distruzione degli stati sovrani.
    L’opera della massoneria è proseguita parallelamente anche per distruggere le sovranità nazionali.
    Sono infatti i massoni che fecero le varie rivoluzioni, da quella Francese a quella Russa, e sono ancora una volta loro che unificarono l’Italia. Ricordiamo che Garibaldi e Mazzini furono due Maestri del Grande oriente d’Italia e che anche lo sbarco dei mille è, in sostanza, una realizzazione massonica.
    Ma abbattute le monarchie l’opera era solo all’inizio. Occorreva realizzare quella comunità mondiale che era nel progetto Rosacrociano. Quindi occorreva transitare gli stati europei verso l’Unione Europea, il che doveva essere realizzato principalmente con questi strumenti:

    - la centralizzazione degli stati, creando l’attuale Unione Europea
    - l’instaurazione di forme di governo bipolari.
    - tre guerre mondiali che avrebbero portato progressivamente ad un “Nuovo ordine mondiale”.

    Vediamo in dettaglio perché.

    1) Il motivo della creazione dell’Unione Europea è ovvio. Accentrando tutti i poteri dei vari stati in un organismo unico è più facile controllare la situazione; quindi sono stati creati dapprima i vari organismi preparatori della Ceca e dell’Euratom.
    Poi si è arrivati alla CEE e infine all’attuale UE, che nei prossimi anni si rafforzerà sempre di più. Contemporaneamente si rafforzeranno l’ONU e tutti gli organismi sovranazionali, così lontani dalle esigenze del cittadino, ma così vicini all’idea di Comenio.
    In tal senso quindi il Trattato di Lisbona è una della tappe finali di questa unificazione degli stati sotto l’egida massonica perché è una legge, sconosciuta pure ai giuristi, che dà un colpo quasi mortale alle varie sovranità statali.
    Per rendersi conto di come l’ONU, la UE , l’Unesco, e tutte le altre organizzazioni internazionali sono in realtà organizzazioni massoniche in funzione della realizzazione del Nuovo Ordine Mondiale, è sufficiente rammentare che l’Unesco definì Comenio un grande antenato spirituale, uno dei primi propagatori delle idee alle quali si è ispirata l’Unesco.
    E altresì rammentiamo che secondo uno studio di qualche anno fa 2/3 dei rappresentati dell’ONU sono massoni.

    2) L’instaurazione di forme di governo bipolari rende più facilmente controllabili i vertici. Se in uno stato esistono venti partiti, è più difficile controllarli tutti ed è alto il rischio che a seguito delle elezioni possa vincere un partito pulito. Con una forma di governo bipolare, invece, controllando i due leader degli schieramenti si controlla tutto. Non a caso il bipolarismo era nel progetto politico della P2. Questo risultato in Italia è stato raggiunto mediante la cosiddetta strategia della tensione. Tutte le stragi degli anni di piombo, rosse e nere, fino alla stragi del 92, avevano infatti la regia unica di Gladio e della P2, con l’intento di trasformare il sistema Italia da multipartitico a bipartitico.

    3) L’idea di tre guerre mondiali non si sa quando sia nata e chi la partorì. Tuttavia se vogliamo attenerci a fonti certe, essa compare già nel carteggio tra Mazzini e Albert Pike del 1870, ove si poteva leggere, con decenni di anticipo, il futuro dell’Europa. Ovverosia, una prima guerra mondiale per “abbattere il potere degli zar di Russia e trasformare questo paese nella roccaforte del comunismo ateo…. Comunismo che verrà utilizzato per distruggere altri governi e indebolire le religioni”. Una seconda guerra mondiale che avrebbe dovuto consentire la creazione dello stato di Israele. Infine, una terza guerra mondiale che sarà occasionata dagli scontri tra sionisti politici e mondo islamico e che innescherà il conflitto anche tra gli altri stati. (il carteggio tra Mazzini e Pike è a pag 165 del libro “Massoneria e sette segrete, la faccia occulta della storia”)

    E’ facile osservare come la maggior parte del piano è realizzata. Il bipolarismo è stato introdotto nella maggioranza degli stati; col Trattato di Lisbona l’Europa assomiglia sempre più ad uno stato federale, e due guerre mondiali sono state già combattute. La terza è in arrivo, perché è chiaro a chiunque che presto si scatenerà un conflitto con l’Iran e questo non potrà che incrementare l’odio e la rivalità tra mondo arabo e mondo occidentale.
    Io penso che Jacques De Molay, ovunque egli sia, guarderà compiaciuto la situazione attuale: avevano abbattuto e massacrato i templari perché stavano costituendo una specie di stato sovranazionale pericoloso per gli imperi di allora; ma oggi, la massoneria, che è la vera erede del sapere e delle tradizioni templari, ha ripreso il controllo della situazione creando un organizzazione che è al di sopra degli stati e che, anzi, ha in pugno gli stati e i governanti. Un potere che, ora come allora, ha il suo cuore nelle banche centrali e dal sistema bancario trae il suo potere (non a caso la BCE è svincolata non solo dagli stati, ma anche dal controllo del Parlamento europeo e del Consiglio, che hanno su questa banca un potere solo formale, e quasi inesistente).

    Gli stati, intesi come Governo, Parlamento e Presidente della repubblica, oggi non hanno alcun potere, essendo questo detenuto dalle banche, e la politica è dunque asservita alle banche.
    Ma entrambe le istituzioni sono controllate dalla massoneria.
    I templari, insomma, hanno ricreato se stessi nel segreto, e oggi sono più potenti che mai.

    Una delle mosse più geniali della massoneria templare e rosacrociana è quella di aver creato una marea di società segrete diverse, tutte collegate tra loro al vertice. Questo permette questo risultato: che se qualcuno, come noi, prova a parlare di massoneria e nuovo ordine mondiale, immediatamente insorgono alcune persone, spesso anche dotate di una cultura infinita, che cominciano a fare distinzioni, dissertazioni storiche, precisazioni, sottili distinzioni tra una massoneria e l’altra. Il che è reso possibile perché solo gli ordini Rosacrociani ufficiali sono perlomeno una ventina e spesso neanche gli appartenenti alla massoneria conoscono la realtà e la storia della loro istituzione. E, per fare un esempio, appena si parla di “massoneria” italiana, iniziano le sottili distinzioni tra Grande Oriente, Gran loggia regolare, Umsoi, Stella D’Oriente, Round Table, Cavalieri di Malta., ecc.
    Invece la realtà è molto diversa, e per tutte queste associazioni esiste un vertice unico, che manovra e dirige tutte le massonerie, per permettere il transito verso il nuovo ordine mondiale.

    Considerazioni conclusive
    La massoneria ha operato nei secoli per instaurare la democrazia come noi oggi attualmente la conosciamo, e in tal senso siamo debitori a questa istituzione di un progresso scientifico e culturale che non ci sarebbe stato, se la Chiesa Cattolica avesse avuto il monopolio della cultura e della religione.
    Ma ha purtroppo anche creato nei secoli una sorta di stato parallelo, uno stato nello stato, con i suoi tribunali, le sue regole, le sue leggi. Questo stato parallelo ha operato in simbiosi con lo stato ufficiale, ma purtroppo tutto ciò che è letteratura, cultura, e regola massonica, è stato espunto dai libri di storia, dai libri di testo scolastici, dalla cultura ufficiale.

    E purtroppo il transito dal vecchio ordine mondiale (quello oppressivo e antiquato basato sul binomio Chiesa e Imperi) al nuovo, più moderno e liberale, è stato pagato a caro prezzo: col prezzo delle stragi di stato, dei testimoni dei processi morti in modo inspiegabile, dei poliziotti e magistrati uccisi perché credevano di vivere in un sistema libero, con l’uccisione di tutti quelli che in qualche modo si avvicinavano alla verità e arrivavano al cuore del sistema.
    Con il paradosso che noi siamo imbevuti di cultura massonica ovunque, dai simboli delle compagnie telefoniche (Vodafone, Tre) a quelli dei partiti ( La Rosa nel Pugno e il partito socialista con le sue rose, la Democrazia Cristiana con la sua croce templare; rifondazione Comunista con la sua sigla RC, che non è altro che l’acronimo dei Rosa Croce).

    Ma non se ne accorge nessuno in quanto la cultura massonica è stata per secoli una cultura elitaria, segreta, per iniziati. E solo oggi queste informazioni vengono alla luce, grazie ai mezzi culturali di cui disponiamo, impensabili fino a qualche decennio fa.
    E vengono alla luce oggi anche per un altro motivo; perché oggi nessuno perseguita più la massoneria in quanto tale, come un tempo, e chiunque può andare in libreria e acquistare i testi sacri del pensiero massonico; e un cittadino può professarsi massone o non massone, senza subire discriminazioni (almeno in teoria).
    In questo le Chiese Cattolica e Massonica hanno avuto un curioso destino, praticamente identico. Nascono da due messaggi meravigliosi, quello di Cristo da una parte, quello del libero pensiero, della libera ricerca, dall’altra; queste due istituzioni verranno poi utilizzate da alcuni personaggi come strumenti di potere, arrivando ad usare il crimine e la sopraffazione per mantenere tale potere, rinnegando entrambe il loro messaggio originale.

    Con il paradosso che oggi le commistioni di potere tra Massoneria e Chiesa hanno prodotto una singolare alleanza tra queste due entità; un’alleanza che ha in sé qualcosa di paradossale, essendo acerrime nemiche da un lato, ma alleate dall’altro.
    C’è da sperare che da entrambi gli schieramenti gli uomini più “illuminati” pongano fine a questa situazione per cercare nuove vie politiche, culturali, economiche, che siano più a misura d’uomo; ovverosia a misura di quel cittadino inconsapevole che subisce su di sé gli effetti storici e culturali di una situazione che non solo non ha voluto, ma neanche conosce.

    Ovviamente la maggioranza delle persone, paladini dell’anticomplottismo, questo excursus storico sembrerà assurdo. Ho presente ad esempio un testo pubblicato di recente, molto interessante e completo, che è il Dizionario dei misteri e dei segreti, a cura di Jonh Deer, scritto da un autore che si dichiara massone al grado 32 della massoneria regolare, e appartenente ad un numero imprecisato di società segrete. Un dizionario autorevole, dunque, informatissimo e utilissimo, che ritiene frutto di fantasie la teoria del complotto massonico per giungere al Nuovo ordine mondiale.
    Bene, a questo autore, o ad altri che si occupano di tematiche del genere, sarebbe interessante chiedere: come è possibile allora, se non è frutto di un piano preciso e preordinato che viene dall’alto, approvare un testo di legge come il trattato di Lisbona, all’insaputa dei cittadini e senza neanche un dibattito politico pubblico all’interno del parlamento?

    Quale spiegazione volete dare a un fenomeno del genere? Forse i politici erano distratti? Forse essendo stato il provvedimento approvato ad agosto non hanno avuto il tempo di analizzarlo perché erano in vacanza?
    La risposta la conosciamo. Siccome loro sono gente moderna, non credono ai complotti, e allora la spiegazione è semplice: per coincidenza, nessun politico se l’è letto, per coincidenza nessun giornalista ne ha parlato, e noi andiamo verso una federazione di stati per una serie di incredibili coincidenze.
    Ecco. Per questo motivo non ho mai voluto scrivere un articolo sul Trattato di Lisbona. Perché con questa legge il problema non è giuridico, ma storico, culturale e sociale.
    Quando una legge fondamentale dello stato, e dell’Europa intera, viene approvata nella completa ignoranza dei cittadini riguardo ai suoi contenuti ed essa è sconosciuta agli stessi politici, che l’hanno approvata senza leggerla, allora il problema cessa di essere giuridico e diventa culturale e storico.

    E scrivere un articolo che disquisisse di problemi giuridici sarebbe stata una cosa totalmente inutile.
    Ho preferito quindi cercare di spiegare come si è arrivati a questo punto, consapevole che il progetto del nuovo ordine mondiale è inarrestabile, ma sperando che il lettore sia stimolato a studiare ed approfondire questi argomenti, che non sono - come dicono alcuni miei colleghi, parenti e amici – inutili fissazioni da esoterista; al contrario, studiare la massoneria e la sua storia è invece un vero e proprio tuffo nella nostra storia e nella nostra cultura, che permette di capire le vicende attuali, politiche, economiche, culturali e giudiziarie, oltre che quelle del passato.

    Per approfondire
    Sul progetto del nuovo ordine mondiale rosacrociano v,
    Epiphanius, Massoneria e sette segrete, ed. Controcorrente, in particolare pag. 111, 123, 159, 161 523 e 545, 651 e 652.

    Sul templarismo in Svizzera v.
    Steven Sora, Il libro nero delle sette segrete, Newton.

    http://www.disinformazione.it/trattato_di_lisbona.htm

    MARCELLO PAMIO - NWO:

    http://www.macrolibrarsi.it/autori/_marcello_pamio.php?pn=165

    Colle di un altro mondo

     

    Chissà quanti da bambini (ma anche da adulti) hanno immaginato di poter avere superpoteri (supervista, forza smisurata, teletrasporto, capacità di prevedere il futuro, camminare su muri o soffitti, ecc.), per intenderci quelli dei personaggi dei fumetti, dei cartoni animati o dei romanzi di fantascienza.

    Probabilmente qualcuno di noi, anche se forse in maniera meno coreografica, un giorno non molto lontano potrà avvalersene.

    In particolare, recentemente, si è ipotizzato che si potranno scalare pareti verticali, senza l’ausilio di funi o chiodi o ventose, oppure attaccarsi ai soffitti e muoversi su di essi come faceva il caro vecchio spiderman (l’uomo-ragno).

    Ma qual è la formula magica o il trucco per far avverare tutto ciò??

    Il depositario di questo segreto, è un professore associato presso il dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geofisica del Politecnico di Torino, Nicola Pugno.

    Il professore ha ideato una tuta dotata di una caratteristica unica: un adesivo speciale a base di molecole uncinate di nanotubi di carbonio, per potersi attaccare e staccare dalle superfici con estrema facilità. L’impiego di questo speciale “collante” viene facilitato dall’effetto delle forze di van der Waals, fisico olandese che osservò deboli forze attrattive dovute a perturbazioni della nuvola elettronica nei gas nobili, il quale sosteneva che molecole complessivamente neutre sono soggette ad un’interazione elettrostatica, dovuta a fluttuazioni nella distribuzione delle cariche.

    Questa grande scoperta è valsa, al prof. Pugno, l’onore della pubblicazione del suo studio sul “Journal of physics”, prestigiosa rivista scientifica internazionale.

    Ma quale uso avrà questa fantascientifica invenzione??

    Le applicazioni potranno essere molteplici: dal semplificare la vita a chi si occupa della pulizia esterna dei grattacieli fino alle passeggiate spaziali.

    Provando ad ipotizzare per gioco anche noi qualche utilizzo, potremmo suggerire un kit di allenamento per rocciatori principianti, oppure un costume di carnevale particolarmente “realistico” o ancora l’inserimento di una o più di queste speciali tute negli armadietti di emergenza per gli incendi, in modo da regalare una chance a chi si dovesse trovare intrappolato dal fuoco in qualche palazzo di altezza proibitiva.

    Ma come è possibile che un collante così potente, sia poi tanto facile da rimuovere?

    La soluzione potrebbe essere quella di imitare la natura, e in particolare ragni e gechi. Questi due esseri viventi, sono dotati dalla nascita di questo “potere” e lo sfruttano attraverso meccanismi infinitamente complessi e minuscoli, come quello di manovrare sapientemente e volontariamente, l’infinito numero di microscopici peli di cui son

    ricoperte le loro zampe e che gli permettono di aderire saldamente alle superfici, nonostante, soprattutto nel caso del geco, non siano propriamente leggerissimi in rapporto alle loro dimensioni.

    Allo stesso modo, si potrebbe ideare un sistema di distacco selettivo dei nanotubi, così da permettere all’utilizzatore della tuta speciale, di scegliere come muoversi e in che modo relazionarsi con la superficie con la quale è in contatto.

    L’invenzione di questa “colla speciale”, potrebbe essere ulteriormente utilizzate nel campo dei materiali, soprattutto in quei casi dove l’aderenza, o la non-aderenza, sono i requisiti fondamentali:

    Utensili da cucina, superfici autopulenti, tessuti idrorepellenti o impermeabili, ecc.

    Insomma, sembra che il professor Pugno, abbia aperto le frontiere di un territorio misterioso quanto affascinante e inesplorato. Quindi, complimenti a lui e alla sua equipe e speriamo che, questo prodigio scientifico, sia presto di uso comune sulla terra….ma anche sul mio pianeta!! ;-)

    Il Biancodrillo

    Sitografia e per approfondire:

    Articolo di Pugno sul Journal of physics: "Towards a Spiderman suit: large invisible cables and self-cleaning releasable superadhesive materials"

    http://www.iop.org/EJ/article/0953-8984/19/39/395001/cm7_39_395001.pdf?request-id=nA_fcC6J3BGkAJHP2wi7Kg

    Riferimenti: http://www.iop.org/EJ/toc/0953-8984/19/39

    Su N. Pugno: http://staff.polito.it/nicola.pugno/

    Sui Nanotubi http://www.pa.msu.edu/cmp/csc/nanotube.html

    Sui gechi: http://www.gekkota.com/

    Data: 02/11/07

    Autore: Il Biancodrillo

    Space Freedom

    Anche mucche e caprioli hanno una bussola magnetica

     

    ROMA
    Anche buoi, mucche, cervi e caprioli sono dotati di un sesto senso magnetico, in base al quale pascolano e riposano con il capo rivolto verso il nord e il sud magnetici della Terra. La scoperta, la prima che mostra su larga scala la magnetoricezione per questi mammiferi, è annunciata sulla rivista dell’Accademia Americana delle Scienze, Pnas, da un gruppo di ricerca tedesco e ceco coordinato dalla Germania con l’università di Duisburg-Essen.
    La propensione per gli animali delle mandrie ad assumere una posizione omogenea era un fenomeno già noto ma collegato, finora, a fenomeni atmosferici, come vento e condizioni di luce. Ipotesi che ora sono state escluse dalla grande mole di informazioni raccolte su oltre 11.000 capi di bestiame, esaminati grazie ad immagini satellitari e sul campo in varie condizioni atmosferiche e in aree del mondo molto differenti fra loro, dagli Stati Uniti, all’Australia. In particolare sono stati osservati 8.510 capi di bovini in 308 pascoli, grazie alle immagini disponibili su Google Earth e 2.974 fra cervi e caprioli studiati dal vivo in oltre 225 zone della Repubblica Ceca.
    I dati hanno mostrato che ovunque le mandrie quando pascolano e riposano, tendono ad allineare l’asse del corpo verso il nord o il sud magnetico e in base alle linee del campo magnetico terrestre. La caratteristica di possedere una sorta di ’bussola magneticà era stata già provata su uccelli, testuggini, cavalli, cetacei, molti roditori e una specie di pipistrello, ma è la prima volta che questa sensibilità viene dimostrata sulle mandrie di buoi, cervi e caprioli. La scoperta che mostra come la magnetoricezione sia molto più diffusa di quanto immaginato e che molti tipi di animali possono in qualche modo essere influenzati dal campo magnetico, secondo i ricercatori, apre la strada a studi sui magnetorecettori in generale e sfida i biofisici a spiegare i meccanismi collegati, con un elevato potenziale per l’etologia applicata alla zootecnia e al benessere degli animali.

    http://www.lastampa.it/

    Esperienza

     

    I sentimenti sono abili nel creare in noi l’alternanza fra gioia e dolore. Come un pendolo che oscilla e non trova mai l’equilibrio sperato. Un giorno si è felici, un altro si è tristi e sconsolati. La mente è affollata da mille pensieri, a volte cerca disperatamente il semplice e assoluto silenzio. La necessità di non dover più dimostrare ne spiegare nulla a chi non comprende la nostra essenza, a chi crede di poter giudicare senza conoscere, a chi siede sul pulpito e spara sentenze, come quelli che egli stesso critica. Facile criticare, molto facile ricevere applausi da cani addestrati e ammansiti. Ognuno mantiene le proprie convinzioni, ognuno è abile nel ripagare il proprio ego di così tanto possesso. Ma conta veramente avere una schiera di seguaci, conta realmente spiegare ad altri quello che non comprendono? Forse per Amore questo è un tentativo da compiere, ma a volte sembra quasi uno sforzo invano, uno sforzo mal ripagato e per nulla utile. Tutti stiamo scappando da qualcosa che ci terrorizza, scappiamo da noi stessi e dalla nostra misera percezione del nostro essere. Siamo sempre impegnati in qualcosa che faccia trascorrere il tempo e impegni la mente a non pensare a chi siamo e cosa stiamo realmente rappresentando.

    Ci adoperiamo in mille lavori, in mille interessi, maniaci ricercatori di verità esterne e globali, quando basterebbe cercare dentro noi stessi per trovare alcune risposte. Questo implicherebbe il dover rinunciare a molte cose a noi care, cose futili e materiali, che però contribuiscono ad espandere il nostro ego in cerca del compiacimento degli altri. Alla fine anche questo è conformismo, certo può sembrare alternativo, innovativo, ma alla lunga porta a qualcosa? In eventi più grandi della nostra umana portata chi è veramente pronto? A volte impieghiamo una vita per combattere qualcosa, per sovvertire un sistema. Uomini più importanti di noi hanno tentato invano, dai loro sforzi sono nati solo guai e distruzione per tutta l’umanità. Anche coloro che avevano un ideale di pace e giustizia sono stati corrotti dal potere e dall’ego. Credo la vera rivoluzione sia divenire ribelli, non rivoluzionari. Il rivoluzionario combatte contro qualcosa, che riconosce come nemico. Il ribelle semplicemente non si conforma, ne si adegua al sistema, preferisce estraniarsi per poter creare una nuova esistenza. Questo può portare all’isolamento e alla sofferenza, ma è meglio rimanere soli, oppure divenire soltanto l’eco di un’idea che ormai non ha più alcun significato?
    Molti potranno dire che queste sono solo parole, per questo invito voi tutti a fare esperienza, perché io potrei raccontare un mucchio di inutilità, ma voi potreste anche decidere di fare esperienza e comprendere se tutto ciò sia vero o falso. Facile leggere e documentarsi su testi e manuali scritti da illustri nomi della scienza e della letteratura, senza aver mai fatto una singola esperienza pratica dell’esistenza. Parlare di filosofia senza conoscere l’essere, parlare di vita senza vivere, è come parlare di auto senza aver mai guidato. Certo è possibile conoscere la meccanica, la dinamica e l’ergonomica di una vettura, ma hai mai provato la sensazione della guida senza guidare realmente?

    http://freenfo.blogspot.com/

    SEGNI DAL CIELO!! 8-8-8

    SEGNI DAL CIELO!!

    8-8-8

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    Una strepitosa formazione è apparsa oggi 8 Agosto 2008 (8-8-8). Ovvio che qualcuno da lassù...ci sta comunicando un bellissimo messaggio; "Segni" della sua presenza, che non è solo limitata agli ET, ma soprattutto alla Terra come cellula vivente e a tutte quelle persone che con il loro pensieri e i loro Amore, sta lavorando per un solo scopo: che si possa trasformare questo bellissimo pianeta in una astronave di Pace, Amore e fratellanza (tra i Popoli), non è un voler parlare di New Age, ma la Realtà è quella che vediamo sotto i nostri occhi e di molti che la Realtà non comprendono cosa sia.

    Massimo Fratini

    segnalazione di Karla Suberati

    http://www.segnidalcielo.it/

    I CROP ITALIANI ACCOMPAGNANO LA MISSIONE DI GIORGIO BONGIOVANNI?

     

    Stagione interessante quella del 2008 per i Cerchi nel grano italiani. Sono stati registrati, alla data odierna, 14 formazioni di cui alcune non hanno niente da invidiare a quelle inglesi per precisione, dimensioni e bellezza. Vediamo i più significativi:

    Il primo compare addiritura ad Aprile, a Riesi, in provincia di Caltanisetta, Sicilia:

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    Il 13 Maggio compare una formazione a Castel d'Emilio, vicino ad Ancona, nelle Marche.

    Non è molto grande e di aspetto abbastanza semplice:

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    Il 12 giugno compare un crop particolarmente grande a Lizzano, vicino a Cesena. La formazione mostra delle fasi lunari, probabilmente segnano una data.

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    Il 26 Giugno compare una nuova formazione a Polverigi, sempre vicino ad Ancona. Anche questa formazione è semplice:

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    Il 29 Giugno, sempre vicino ad Ancona, esattamente a Varano, compare uno dei cerchi più belli di quest'anno:

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    Infine, l'ultimo cerchio nel grano italiano compare vicino ad Asti, in Piemonte, esattamente a Villanova d'Asti. È la formazione più bella dell'anno e anche quella simbolicamente più spirituale.

    Rappresenta un Sole con 12 raggi, alla cui estremità vi sono dei cerchi che rappresentano le fasi lunari:

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    Tirando le somme abbiamo ben 6 formazioni su14 che, in qualche modo sono relazionate curiosamente a Giorgio Bongiovanni che, in questo tempo, ha molto a che fare con i segni che appaiono nel mondo e che sono legati a tutto ciò che viene dal cielo. Non dimenticando che già egli è un segno vivente, portando sul suo corpo le stimmate permanenti della crocifissione del Nostro Signore Gesù Cristo. Ma torniamo ai Cerchi nel Grano... Già il fatto di questo incremento nella complessità e bellezza dei crop avviene nel momento del suo rientro in Italia, dopo 1260 giorni di missione in Sud America (3 anni e ½). Il primo cerchio dell'anno compare a Riesi, in Sicilia, terra natale di Giorgio. 4 Cerchi nel grano sono apparsi nelle Marche, regione dove Giorgio risiede da molti anni: Castel d'Emilio, Lizzano, Polverigi, Varano. Infine l'ultimo della serie alle porte di Asti, nome della via di Porto Sant'Elpidio dove Giorgio ha vissuto per molti anni. In uno dei messaggi che Giorgio ha ricevuto tempo fa, gli esseri di luce affermavano che i segni in cielo e in terra avrebbero accompagnato la missione del loro messaggero, Giorgio Bongiovanni appunto. Sappiamo quanto forti siano state le manifestazioni degli esseri cosmici in tutto il Latino America nel periodo della permanenza di Giorgio in quel continente. Ora è rientrato in Italia e abbiamo già questi dati. Solo un caso?

    P. G. Caria 7.7.2008

    un mondo nuovo

    Ricordando “la fattoria degli animali”, il racconto prende però una piega diversa …

    Un mondo nuovo

    Il primo ad accorgersi che stava accadendo qualcosa di nuovo fu il piccolo Thomas Jackson. Non che a lui la cosa sembrasse davvero strana, solo particolarmente divertente. Aveva appena compiuto quattro anni e la sua visione della vita era ancora tutta da formare. Quello scoiattolo dalla lunga coda che si era sporto dal ramo più basso dell’enorme quercia era un’eccitante esperienza. E lo era ancora di più il fatto che l’animaletto si era rivolto a lui con queste nitide parole: “ciao, come stai? Vuoi giocare con me?” Thomas era molto sveglio per la sua età ed il suo stupore fu abbastanza relativo. Non trovò strano rispondere immediatamente: “la mamma non vuole che salga sugli alberi. Sono troppo piccolo”. Lo scoiattolo fece un segno affermativo con la testa e scese al suolo. Fu una mattinata meravigliosa e si divertirono un mondo a nascondersi l’un l’altro, anche se la rapidità dell’animaletto aveva sempre la meglio. Venne l’ora di pranzo e Thomas fu obbligato a rientrare a casa con suo grande rincrescimento. Tuttavia, insieme al suo nuovo amico, si dettero appuntamento dopo il sonnellino pomeridiano. Anzi lo scoiattolo promise di portare con lui altri compagni di gioco.

    Il piccolo parlò a lungo della sua esperienza con la mamma, che sorrise compiaciuta e divertita. La fantasia di Thomas era sempre molto elevata e questo faceva estremo piacere alla signora Jackson. Non fu facile mandarlo a riposare ed in effetti il figlio finse solo di dormire, perché già pregustava l’incontro pomeridiano. Gli amici dello scoiattolo erano proprio simpatici: una cinciallegra che non finiva mai di parlare, un topolino grigio un po’ balbuziente ed un picchio verde che rideva sempre e intonava bellissime musiche battendo il becco sulla quercia. Si raccontarono tante storie e Thomas scoprì come il mondo degli animali fosse molto complicato e spesso pericoloso.

    Alla sera il signor Jackson tornò a casa stanco come sempre, ma non interruppe certo il torrente di parole che il figlio riversava senza interruzione. Era molto eccitato e la sua fantasia galoppava come non mai. Chiese alla moglie la ragione di tutto ciò e lei alzò le spalle con un sorriso. Finita la cena, la famiglia si trasferì in salotto mentre la signora Jackson finiva di rassettare la cucina. Il cagnolino, un delizioso barboncino di nome Fox, si accoccolò ai piedi di Thomas. Questi non ebbe esitazione a chiedere: “perché non sei venuto fuori con noi oggi pomeriggio?” Che il figlio parlasse con il cagnolino non era certo una novità in casa Jackson, ma la risposta immediata e chiarissima di Fox molto meno: “ero andato a trovare Dolly a casa dei vicini, ma domani non mancherò certamente”. La pipa cadde di bocca al papà e la mamma rovesciò tutti i piatti per terra. Si guardarono con gli occhi stralunati e senza riuscire a proferire parola, mentre Thomas continuava il suo colloquio con estrema tranquillità. I signori Jackson pensarono di essere improvvisamente impazziti, ma poi preferirono credere che al cane fosse comparsa una strana anomalia. Questa risicata convinzione fu però impietosamente annullata dal gatto di casa che entrando dalla cucina esclamò con forza: “lo mandate a cuccia quel maledetto Fox, se no comincia a corrermi dietro e non riesco a digerire in pace?”

    Uscirono di corsa da casa e notarono che sulla strada si era già radunata una folla notevole. E tutti sembravano intontiti ed increduli: gli animali si erano messi a parlare ovunque. Tutte le specie, dalle più grandi alle più piccole, chiacchieravano, litigavano, chiedevano e rispondevano con estrema semplicità e correttezza. Addirittura i microbi delle malattie infettive avvisavano i futuri contaminati con la loro tenue vocina: “stiamo arrivando … mettetevi a letto!” Il mondo “umano” non sapeva più che fare e qualsiasi soluzione sembrava ridicola ed insensata. Intervenire con la forza? Sarebbe stata una fatica impensabile e poi chi ne avrebbe avuto il coraggio? Una cosa è sparare ad un vitello che muggisce lamentosamente ed un’altra è uccidere un essere che ti chiede: “perché non mangi una torta di nocciole?”. Il caos divenne generale, aiutato in questo dal rumore continuo di sottofondo dovuto alle discussioni tra animali di terra, di aria e di mare.

    Non ci volle molto che la crisi alimentare divenne il maggior problema del mondo. Dai supermercati e dai negozi era sparita la carne di ogni tipo e rimanevano solo uova e formaggio, concessi con grande gentilezza dal pollame, dai bovini e dagli ovini. Qualcuno era riuscito a far finta di niente ed aveva continuato a macellare, ma i clienti erano ormai spariti. Chi avrebbe mai mangiato il figlio di quella mucca con cui aveva chiacchierato a lungo sulle condizioni del tempo?

    Anche se nessuno avrebbe potuto prevederlo, la popolazione mondiale si adattò molto in fretta alla nuova situazione. C’erano dei risvolti positivi enormi: i bambini avevano una compagnia continua ed inoltre molti animali eseguivano benissimo il compito di babysitter. Gli anziani che vivevano la loro pensione in solitudine, vedevano le giornate riempirsi finalmente di discussioni e chiacchiere con il gatto di casa, i piccioni del parco o addirittura con la famigliola di ragni che viveva nel soffitto della cucina. E non parliamo poi delle informazioni importantissime che si ottenevano dalle nuove creature parlanti. Gli animali avevano conoscenze impressionanti ed erano estremamente disponibili ad insegnare: le capacità degli uccelli nel volo, dei pesci nel nuotare, degli erbivori nel cercare le migliori piante, dettero risultati fantastici.

    In fondo una dieta che escludeva la carne non era poi così male ed i governi di tutto il mondo vararono leggi atte a proteggere ogni specie vivente da qualsiasi forma di violenza. Nel giro di pochi mesi il mondo aveva cambiato radicalmente la propria esistenza, ma nessuno sentì veramente il bisogno di tornare indietro. Sembrava di vivere in un paradiso terrestre. In quel turbinio continuo di voci, di urla, di scambi di impressioni, di domande e risposte, l’uomo non tardò molto a sentirsi a proprio agio. A volte non si riusciva più a capire se chi parlava era un essere umano oppure un animale. Furono aperte scuole libere a tutti e ci si rese conto che spesso e volentieri i primi della classe non appartenevano alla razza una volta dominante. I cavalli, i cani, le aquile cominciarono ad occupare posizioni di rilievo in vari governi terrestri.

    Non ci si accorse nemmeno, all’inizio, che mentre gli animali miglioravano sempre più la qualità del proprio linguaggio, l’opposto capitava agli uomini. Le loro frasi erano sempre più semplici ed a volte poco comprensibili. Poi cominciarono ad usare con maggiore frequenza i gesti e poco alla volta le parole iniziarono ad uscire solo casualmente e con risultati pietosi. Le altre creature facevano sempre più fatica a capire cosa volevano gli esseri umani e ne discussero a fondo tra di loro, senza trovare però alcuna soluzione. Alla fine, nessuna persona riuscì più a comunicare con la voce se non emettendo grugniti, muggiti, fischi e cose del genere. Gli animali li guardavano con grande pietà e sincera commozione. Per venirgli incontro, radunarono molti umani in zone ristrette dove poterli controllare ed aiutare al meglio. Fu infine nella cittadina di Lungoto, nella Namibia, che il sindaco da poco eletto, un bellissimo leopardo di mezza età, decise di aprire il primo “macello”.

    Fonte: http://www.astronomia.com/2008/06/28/un-mondo-nuovo/

    IMPERO BRITANNICO, COMMONWEALTH E NUOVO ORDINE MONDIALE

     

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    DAL WEB - L’impero britannico raggiunse il momento di massima espansione nel 1800
    Le caratteristiche principali del colonialismo britannico oltre lo schiavismo e il sadomasochismo erano:
    - i territori occupati si ritrovavano declassati a meri fornitori di materie prime e semilavorati.
    - l’economia delle colonie erano dipendenti da una singola coltura da esportazione.
    - la manipolazione delle identità culturali, etniche e razziali per dividere e dominare la popolazione
    Il colonialismo inglese lasciò una tragica eredità di guerre dopo la decolonizzazione in Irlanda, India, Zimbabwe, Sudan, Uganda, Iraq, Guyana e Figi.
    Il Colonnello Frank Kitson, nel suo libro Bande e controbande (1960) descrive come le autorità britanniche manipolarono la rivolta Mau Mau fino a farla diventare una guerra tra fazioni rivali; alla fine solo 28 bianchi furono uccisi, opposti a 18000 - 30000 nativi.
    L’impero britannico anche se ufficialemnte non esiste più ha cambiato solo facciata prendendo il nome di Commonwealth, ma 16 nazioni (reami) riconoscono Elisabetta II del Regno Unito come loro Regina e capo di stato.
    In ogni reame agisce come monarca ed è riconosciuta come tale. Ad esempio, in Australia viene chiamata “Sua Maestà Regina Elisabetta II, Regina d’Australia” o più semplicemente, la Regina d’Australia.
    I reami del Commonwealth sono:
    * Antigua e Barbuda,
    * Australia,
    * Bahamas,
    * Barbados,
    * Belize,
    * Canada,
    * Giamaica,
    * Grenada,
    * Isole Salomone,
    * Nuova Zelanda,
    * Papua Nuova Guinea,
    * Saint Kitts e Nevis,
    * Saint Vincent e Grenadine,
    * Santa Lucia,
    * Tuvalu
    A questi 16 reami bisogna aggiungere Galles, Scozia, Inghilterra, Irlanda del Nord e altri territori minori come le famose Falckland per esempio. che fanno parte integrante del territorio britannico.
    Gli ex reami del Commonwealth sono:
    * Figi - 1987 (colpo di stato militare)
    * Gambia - 1970 (nuova costituzione)
    * Ghana - 1960
    * Guyana - 1970 (emendamento della costituzione)
    * India - 1950 (emendamento della costituzione)
    * Irlanda - 1937 (nuova costituzione)
    * Kenia - 1964 (nuova costituzione)
    * Malawi - 1966 (nuova costituzione)
    * Malta - 1974
    * Mauritius - 1992
    * Nigeria - 1963 (emendamento della costituzione)
    * Tanganica oggi Tanzania - 1962
    * Pakistan - 1956 (colpo di stato militare)
    * Sierra Leone - 1971
    * Sudafrica - 1961 (referendum)
    * Sri Lanka - 1972
    * Trinidad e Tobago - 1976
    * Uganda - 1963 (emendamento della costituzione)
    Burma, Cipro, Zambia, Singapore, Bangladesh, Nauru, le Seychelles, Dominica, Kiribati, Zimbabwe e Vanuatu divennero repubbliche all’atto dell’indipendenza e quindi non furono mai reami del Commonwealth.
    A tutt’oggi l’Impero Britannico o Commonwealth è la nazione più estesa e popolata del mondo.
    A tutt’oggi nei reami Commonwealth o ex Commonwealth vigono le tre strategie basilari di dominazione dell’impero britannico:
    - i territori occupati si ritrovavano declassati a meri fornitori di materie prime e semilavorati
    - una singola coltura da esportazione
    - la manipolazione delle identità culturali, etniche e razziali per dividere e dominare la popolazione.
    Queste stesse tre tecniche sono state adottate nel ventesimo secolo in tutti i paesi comunisti e fascisti, e purtroppo tutte le piste del Nuovo Ordine Mondiale portano a Londra.
    C’è da supporre che l’Impero Britannico nel diciannovesimo secolo abbia proseguito la sua politica di espansione sotto mentite spoglie organizzando tre guerre mondiali per conquistare il mondo.
    Tutti i paesi comunisti e fascisti erano dei meri fornitori di materie prime e semilavorati, con pochissime colture, internamente divisi in interminabili diatribe o in guerra per stupidi motivi ideologici.
    Nel mondo comunque dopo la caduta del comunismo sovietico, via via sta diventando dappertutto come in Italia:
    - due inutili partiti che si scannano fra di loro su problematiche secondarie
    - quasi tutti i soldi rastrellati dalle banche ebraiche che investono solo in grandi multinazionali
    - infinite organizzazioni piramidali con vertici occulti che dibattono su ogni tipo di problema, ma che non ne risolvono uno e continuano ad aspirare denaro verso la sommità della piramide
    - vecchi culti religiosi che però devono depositare tutti i loro averi in banche ebraiche e farsi difendere dagli eserciti statunitensi e anglosassoni.
    - boicottaggio della free energy ed utilizzo di metano e petrolio di società inglesi come fonte di energia
    I due popoli principali servitori dell’impero britannico sono arabi ed ebrei, ma non si capisce perchè si scornino fra loro aizzati dagli inglesi.
    Più cornuti, mazziati e contenti degli ebrei non c’è nessuno al mondo.
    Più lecca suole delle scarpe piene di merda della regina degli arabi non c’è nessuno. Gli regalano il petrolio, combattono per loro conto le guerre, si scannano fra loro per farsi belli a suoi occhi, il comportamento degli arabi è il più inspiegabile del mondo.
    I romani non si capisce proprio se esistano ancora o no, un qualsiasi cantante ha più seguito di loro, però hanno tantissimi soldi.
    Ormai gli inglesi hanno quasi conquistato il mondo. Hanno quasi espiantato tutti i popoli come in Italia, dove non c’è nessuno che parli in dialetto e siamo invasi da persone che non sono italiani e nessuno capisce dove siano nati, di chi siano figli, da dove saltino fuori, e come facciano ad avere tutto che non son capaci a far nulla.
    Ovunque come in Italia è pieno di finti nativi che però non hanno nessuna inflessione dialettale, nessuna conoscenza della cultura italiana e che detengono il potere esercitandolo nella tipica forma inglese.
    Non c’è nessuna possibilità per un nativo di emergere ed avere una vita ed un lavoro decente.
    Avendo lasciato escluse oltre 5 miliardi e mezzo di persone però la battaglia non è persa.
    Credo che nel giro di 5-10 anni al massimo gli inglesi abbiano intenzione di eliminare oltre 3 miliardi di persone, forse addirittura 5 miliardi e mezzo perchè senza acqua, energia e cibo, gli umani sono degli esser viventi e muoiono.
    L’unica possibilità di farcela è coalizzare i popoli tribali e spiegare ad arabi, ebrei e romani, che quello che uno fa agli altri alla prima occasione lo fa con tutti.
    La sorte degli ebrei, dei romani e degli arabi è già segnata, dopo aver eliminato tutti gli altri, uno ad uno elimineranno anche loro.
    Sto contattando tutti i leader popolari, tutti i generali comandanti di corpo d’armata di ogni nazione del mondo, tutte le puttane più amate di ogni bordello esistente, tutte le persone più ricche del mondo, tutti i discriminati di ogni dove, per organizzare la primavera di Londra, l’assalto a Buckingham Palace.
    Tutti i piani del Nuovo Ordine Mondiale, tutte le cosche massoniche, tutti le principali agenzie di contractors come Al Qaida e Al Fatah, tutti i principali investimenti nel settore bellico, tutti i movimenti sovversivi che lavorano dall’interno delle aziende, degli stati, delle organizzazioni per creare disordine, tutte le diramazioni della setta degli ingegneri scientisti in ogni parte del mondo, i comunisti, i fascisti, e tutti gli stronzi del mondo sono finanziati dalle cosche inglesi.
    Vogliamo vedere la Regina Elisabetta morta, non ce ne frega niente di torturarla, massacrarla, farle male, vederla soffrire, vogliamo il reperto medico che accerti il decesso, e la vogliamo seppellire.
    Senza offesa, è libera di andarsene in qualsiasi momento, è libera di spiegare a tutti che si tratta di un complotto globale e che lei è a capo di questo complotto.
    Se così facesse non siamo stronzi come lei, le lasceremmo fare la sua valigetta e andarsene fuori dal cazzo, a nemico che fugge ponti d’oro.
    Se non se ne va, la mandiamo via noi, God kill the Queen, God kill the Queen, God kill the Queen!
    Basta con gli scontri tra emarginati, coalizziamoci contro la regina.
    Francia o Spagna, basta che se magna, ma con gli inglesi si muore di fame e di metodi bastar**.

    Bombardieri russi sfiorano l'Alaska

     

    Uno scarno comunicato dell'A.N.S.A. informa di alcuni bombardieri russi che hanno sfiorato, almeno diciotto volte nell'arco di dodici mesi, lo spazio aereo statunitense in Alaska. In Alaska, come è noto, sorge la gigantesca base H.A.A.R.P., il sistema di antenne con cui viene riscaldata e lacerata la ionosfera e non solo. Come interpretare l'evento?
    - I bombardieri russi sono decollati per intimidire le forze armate statunitensi che usano H.A.A.R.P. a fini di manipolazione climatica, ma anche forse per scatenare terremoti, come quello che ha colpito recentemente il Sichuan. E' quindi un avvertimento affinché il governo degli U.S.A. non si azzardi ad impiegare contro la Federazione russa sistemi d'arma tanto letali e della cui esistenza la stragrande maggioranza della popolazione mondiale è del tutto ignara.
    - La quasi intrusione dei Russi nello spazio aereo statunitense è stata decisa dalla Cabal (l'esecutivo ombra mondiale) per acuire l'attrito tra le varie superpotenze mondiali al fine di trovare il pretesto per un nuovo conflitto, inducendo a credere sia le nazioni sia i governanti che non governano che esiste un pericoloso nemico esterno da combattere.
    Pensiamo all'incendio del Reichstag del 27 2 1933 in Germania, appiccato dai nazionalsocialisti e di cui fu accusato un fantomatico comunista olandese. Ricordiamo l'attacco a Pearl Harbour (1941), sferrato dai Giapponesi contro gli U.S.A. e che il presidente Theodore Roosvelt avrebbe potuto sventare, poiché ne era a conoscenza, aggressione tra l'altro causata da una serie di provocazioni contro l'Impero del Sol levante. Rammentiamo anche i noti fatti del 9 11 2001, casus belli ideato e perpetrato dalle élites per perseguire i loro scopi di dominio planetario.
    Se la storia insegnasse qualcosa, potremmo anche rievocare le provocazioni operate da Pericle ai danni di Megara e Corinto, alleate di Sparta, per costringere gli Spartani, restii ad interventi armati fuori dal Peloponneso, ad un conflitto contro Atene.
    Considerando questi precedenti, è lecito sospettare che la sinarchia stia giocando, in questo periodo, due carte per diffondere paura e per militarizzare il globo: la carta della contrapposizione fittizia tra Occidente (U.S.A., Unione europea, Israele) da un lato, Oriente (Russia, Iran e Cina) dall'altro; la carta della falsa invasione aliena, di cui forse si intravedono i prodromi. Su questo tema, sul quale, se sarà possibile, ci soffermeremo, si legga l'articolo di Parvatim, L'invasione è cominciata?
    , 2008.
    Bombardieri russi sfiorano l'Alaska

    Almeno 18 volte negli utlimi 12 mesi
    (A.N.S.A.) - Washington, 26 giugno - Bombardieri TU-95 russi hanno sfiorato almeno diciotto volte negli ultimi dodici mesi le coste dell'Alaska, in incursioni stile Guerra Fredda. Ogni volta, i caccia statunitensi sono decollati d'urgenza da basi nell'area per seguire da vicino l'attività dei velivoli russi. Lo rivela il Washington Times, citando fonti del Pentagono. In diciotto occasioni, i bombardieri russi hanno sfiorato la zona di difesa area proclamata dagli U.S.A. attorno all'Alaska, facendo scattare il decollo dei caccia della base di Elmendorf.

    http://www.tankerenemy.com/2008/06/bombardieri-russi-sfiorano-lalaska.html#links

    LIBRI E DVD SCIE CHIMICHE:

    http://www.macrolibrarsi.it/_scie_chimiche_.php?pn=165

    LA VITA OLTRE LA VITA

     

    La vita frenetica di tutti i giorni distoglie l'attenzione degli uomini sull'importanza dell'esistenza e della morte. E' soprattutto quest'ultimo viaggio che dovrebbe farci riflettere per essere pronti ad affrontarlo nel modo più giusto. Ma cosa c'è al di là della vita? Chi e cosa potrebbe attenderci? Gli studi effettuati su moltissimi casi di pre-morte hanno dimostrato un filo comune.
    Nei racconti vengono infatti ricordati una serie di momenti di "passaggio", che possiamo riassumere in 4 fasi tipiche, anche se soltanto alcuni soggetti le hanno vissute tutte.
    1 fase: la sensazione della morte
    Durante la perdita di coscenza, mentre il medico dichiara il decesso, il soggetto ha la sensazione di fluttuare fuori dal proprio corpo, inquadrando tutta la scena che lo coinvolge, compresi familiari, medici o altre persone presenti. Anche se disorientato, avverte un senso di serenità e sente di comprendere la realtà che lo circonda. In molti casi, quando si torna alla vita, i protagonisti raccontano in modo minuzioso ciò che hanno visto nelle stanze accanto a quella dove è avvenuto il distacco dal corpo, compresi i discorsi che si svolgevano tra le persone presenti.
    2 fase: completa mancanza di dolore e distacco dal corpo
    Prevale nel soggetto una sensazione di pace e serenità rispetto al dolore, anche se le condizioni fisiche sono particolarmente gravi (ferite, fratture, ecc.). Il corpo diventa spirituale, anche se mantiene le caratteristiche del corpo fisico, come se quest'ultimo fosse armonioso e integro, anche nei casi di amputazioni o ferite.
    3 fase: il passaggio nel tunnel
    Durante il passaggio, si inizia improvvisamente un percorso che porta verso un "mondo" nuovo. Solitamente ci si sente risucchiati all'interno di un tunnel buio, verso una forte luce posta in alto rispetto alla visuale del soggetto. Questo trasporto avviene a volte lentamente, altre volte molto velocemente; in alcuni casi, non è descritto come tunnel, ma come un percorso fatto di scale da salire, in altri casi di porte da aprire, comunque si tratta di varcare una soglia che porta verso una dimensione sconosciuta.
    4 fase: l'uscita dal tunnel
    All'uscita del tunnel, si presentano, davanti al soggetto, esseri luminosi, di solito si tratta di parenti o amici già morti. Tutto intorno è molto luminoso, ma non accecante, e la sensazione che si prova è di amore profondo. In questa dimensione, la comunicazione avviene in modo immediato, come se il linguaggio fosse telepatico. Subito dopo, si incontra un'entità definita da tutti "la più luminosa", che, a seconda della propria religione, viene identificata con Dio, Buddha, Allah, ecc. Anche coloro che si definiscono atei, la descrivono come un "essere sacro". E' a questo punto che, con quest'essere supremo di luce, la persona clinicamente deceduta inizia a ripercorrere la propria vita, analizzandone i punti più salienti, riesaminandola e ponendosi obiettivamente con essa. Le azioni buone e quelle cattive mostrano per la prima volta, e in modo inequivocabile, gli effetti che hanno prodotto sugli altri. Questa esperienza si considera un insegnamento essenziale, che spinge il soggetto a rivedere la propria vita.
    Praticamente, in tutti i casi, una volta tornati in vita, i soggetti si sentono spinti ad approfondire le proprie conoscenze intellettuali e, anche chi non si era mai interessato di cultura, diventa un avido lettore. Dalle esperienze raccolte in tutti i pazienti con esperienze di pre-morte, questo è, più o meno, il massimo del percorso svolto. E' a questo punto, infatti, che l'essere di luce invita oppure ordina ai soggetti di ritornare indietro. Una volta che il soggetto riprende conoscenza, rimpiange egoisticamente di non essere potuto rimanere in quello stato di beatitudine e serenità assoluta, ma tutti sono comunque felici di aver potuto riabbracciare i propri cari e di aver capito l'importanza della propria vita. I casi di morte apparente, così riportati, hanno coinvolto nello stesso modo centianaia di persone in tutto il mondo, persone con culture completamente diverse, con vite ed obiettivi totalmente differenti. I medici e gli studiosi hanno raccolto e raccolgono ogni giono le testimonianze di questa gente ed è per questo che credere che la nostra vita finisca con la morte diventa sempre più difficile.

    ALESSIA SERAFIN

    fonte: http://www.strangedays.it/spiritage/vitaoltrelavita.html

    Sicuri di essere insicuri?

     

    Questo post è volutamente provocatorio e fazioso. Il mio intento è quello di esasperare l’attuale politica sulla sicurezza italiana, per giungere alle solite considerazioni.

    La Campania vive da mesi (anni) nell’incubo dei rifiuti. Diversi governi regionali e locali hanno fallito la loro missione, incapaci di fornire le garanzie minime per gestire un problema basilare della società civile. A prescindere dalle cause, ormai del tutto ininfluenti ai fini del problema, non riesco a comprendere come non si riesca a sgomberare le città campane dalle montagne di rifiuti. Mi sembra troppo semplice addossare le colpe ai poveri napoletani, additando loro la responsabilità di una scarsa attenzione ai rifiuti differenziati. Ma è davvero così, oppure qualcuno sta giocando con i cittadini campani, creando un terreno fertile per una prova generale di ribellione di massa? Il capo dello Stato ha più volte auspicato la soluzione del problema, ha spesso invitato i cittadini campani a non incendiare i cassonetti, a non lasciare i rifiuti in strada. Possibile che uno Stato non riesca a smaltire in via del tutto eccezionale, un carico così ingombrante e dannoso per la salute dei cittadini? Secondo me le risorse per attuare lo sgombero di tonnellate di rifiuti sono abbondanti, basta considerare che l’Italia ogni hanno aumenta di un terzo la propria spesa militare, essendo fra le altre cose un Paese che ripudia la guerra. Allora se i soldi ci sono, se lo Stato funziona, perché ancora ci sono rifiuti?
    Una possibile risposta è faziosa e impertinente. Forse la destabilizzazione dello stato sociale, esasperando le condizioni di vita dei cittadini, serve proprio a giustificare misure relative alla sicurezza. Oggi è stato approvato un emendamento al pacchetto sicurezza, che prevede l’utilizzo di soldati per azioni di pattugliamento e perlustrazione. Mi chiedo cosa diamine debbano pattugliare, visto che i problemi italiani sono gli stessi da sessant’anni. Anche un cieco conosce i problemi da risolvere in tempi brevi, che riguardano sempre lo stato sociale. La sicurezza sul lavoro, la crisi economica, i mutui, il caro vita, il caro petrolio, il caro…estinto! Invece lo sport nazionale sembra essere quello ci individuare i capri espiatori, vedi rumeni, vedi immigrati, e via dicendo… Quando la popolazione è esasperata e esausta, allora comincia a insorgere e rubare. A quel punto lo Stato reagisce con la forza e la tecnologia. Il quadro è completo, azione e reazione, ancora una volta.
    Mentre tutto questo accade, il presidente americano passeggia mano nella mano con il pontefice, rimembrando i tempi antichi, sorridendo agli uccellini e pascolando come una dolce pulzella...
    Il presidente americano ha regalato al Papa una fotografia autografata, con le firme incise sulla cornice, sua e della moglie Laura. Anche Ratzinger ha donato al capo della Casa Bianca una fotografia autografata, assieme a quattro volumi sulla Basilica di San Pietro. Ai membri dello staff presidenziale Benedetto XVI ha donato medaglie e rosari del pontificato. Tutto questo mentre Roma è paralizzata per l'arrivo di questa testa di ...
    Intanto il risultato referendario irlandese sembra avere poca influenza. Il coro di proteste si è levato unanime. Il presidente G. W. Napolitano ha espressamente affermato che tale incidente non può compromettere il futuro dell’Unione Europea, altri come Barroso affermano che si andrà avanti lo stesso. Altri si sono espressi nel medesimo modo. Ma se tutti i governanti la pensano così, a cosa serve votare, appartenere ad uno Stato, lavorare, pagare le tasse..? Se il popolo non conta nulla, perché deve sottostare al potere di pochi oligarchi banchieri?
    L’unica cosa positiva è vedere un cielo libero da scie, mi chiedevo se Bush si potesse fermare per qualche mese a Roma, sarebbe una buona soluzione per avere aria sana e pulita!
    Articolo correlato: Sicurezza e al lupo al lupo
    Articolo correlato: Missioni di morte dall'Italia... di Corrado

    http://freenfo.blogspot.com/2008/06/sicuri-di-essere-insicuri.html#links

    ATTENZIONE AL RAZZISMO STRISCIANTE

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    Negli ultimi mesi, in seguito al ritorno della cosiddetta "emergenza" (ormai permanente) dei rifiuti, nell'immaginario collettivo si è determinata una sorta di "maledizione", si è sviluppata una rappresentazione negativa che ha contribuito ad infamare e bollare il popolo partenopeo agli occhi dell'opinione pubblica nazionale ed internazionale come una plebe corrotta e malvagia: "brutti, sporchi e cattivi". Tanto per citare un esempio banale, in alcuni articoli apparsi su vari giornali e blog presenti su Internet, ho avuto modo di intercettare una forma di astio e di razzismo latente contro i Napoletani, un sentimento di biasimo e disprezzo che serpeggia anche in ambienti considerati "colti". Addirittura sembra aver preso piede un'assurda e deprecabile forma di autorazzismo dei meridionali verso le popolazioni campane e di una parte dei cittadini campani verso i Napoletani. Una situazione inquietante e controversa, che potrebbe provocare una pericolosa deriva che sarebbe opportuno prevenire e scongiurare in tempo, per evitare che degeneri completamente.

    Personalmente, vorrei invitare ad usare una maggiore cautela prima di esprimere giudizi eccessivamente avventati e perentori che potrebbero scivolare facilmente nel razzismo più becero e sinistro. Nella fattispecie particolare mi riferisco ad una sorta di spirale autorazzista che potrebbe generare implicazioni perverse e conflittuali, difficili da gestire in modo razionale.

    Non si può stigmatizzare e screditare, o addirittura detestare e maledire un intero popolo per quelli che sono le sue consuetudini e le sue caratteristiche  di tipo storico e antropologico-culturale. A tale proposito esorterei a leggere gli studi di antropologia culturale di Claude Lévi-Strauss. Da cui bisognerebbe imparare un approccio possibilmente storico-relativistico rispetto agli usi e costumi di popoli distanti ed estranei rispetto al nostro modo di vivere e di pensare, senza scadere in facili ed ignobili pregiudizi moralistici, derivanti da una presunta superiorità etico-spirituale, intellettuale, o addirittura etnica e "razziale", della cosiddetta civiltà occidentale.
    Non si può condannare e criminalizzare moralmente una popolazione ritenuta "primitiva" se questa pratica, ad esempio, riti pagani, sacrifici umani o il cannibalismo, per quanto tali comportamenti possano risultare abominevoli e ripugnanti ai nostri occhi. Così come non si può demonizzare e perseguitare il popolo Rom per le sue ataviche tendenze e disposizioni all'elemosina o al furto. Malgrado tali attitudini ci appaiano profondamente riprovevoli e detestabili, o addirittura perseguibili penalmente.

    I nostri codici di valutazione e di comportamento, etico, civile e penale, non coincidono necessariamente con gli schemi e i parametri valoriali assunti da altri popoli ed altre culture. Ciò che per noi può rappresentare un "peccato" o una colpa esecrabile, o addirittura un reato da punire severamente, per altri popoli può essere un atto normale e naturale.

    Se noi vogliamo considerarci e proclamarci "civili", "progrediti" e "tolleranti", dobbiamo dimostrarlo non a chiacchiere, ma nella sostanza degli atteggiamenti e dei gesti concreti, ponendoci anzitutto in modo corretto di fronte alle differenze antropologico-culturali.
    Le usanze e le tradizioni culturali, morali e sociali di un popolo sono difficili da modificare. I processi di mutamento innescati sul terreno antropologico-culturale possono essere lenti, difficili e complessi, ed esigono tempi di svolgimento estremamente lunghi.

    Tuttavia, mi risulta che le popolazioni napoletane, specialmente le giovani generazioni, stanno provando a cambiare radicalmente le insane abitudini "plebee" di cui sono tacciate. Durante l'ultima puntata di "Anno Zero", trasmessa lo scorso 5 giugno, ho ascoltato la preziosa testimonianza di un ragazzo di Chiaiano che spiegava come gruppi di giovani napoletani si fossero autonomamente organizzati per effettuare la raccolta differenziata, ma sono impossibilitati ad attuare le loro buone intenzioni in quanto gli amministratori locali hanno "le mani legate", così come hanno ammesso gli stessi amministratori. Quali considerazioni si possono trarre da questa situazione?

    E' ormai evidente che si è imposta una volontà politica di matrice filo-camorrista, rivolta in una determinata direzione, tesa a privilegiare e tutelare non il bene comune delle popolazioni locali, bensì gli interessi economici privati delle cosche criminali, fiancheggiate da comitati affaristici complici e conniventi e da alcuni esponenti del potere politico ed imprenditoriale.

    E' ormai palese che tale "emergenza", che perdura ormai da oltre un decennio, è quanto meno strana e discutibile, direi che si tratta di un'emergenza innescata e pilotata da alcuni centri di potere di origine occulta e senza dubbio criminale, molto probabilmente collusi con alcuni rappresentanti delle istituzioni locali, regionali e nazionali, ma anche (perché escluderlo?) internazionali.

    Infatti, le autorità locali sembrano avere proprio le "mani legate" quando si accingono ad applicare soluzioni (inclini ad esempio alla realizzazione di alte percentuali di raccolta differenziata) che non sono gradite al sistema camorrista, in quanto poco funzionali agli scopi dei clan e di altri gruppi affaristici più o meno legalizzati. A cui invece conviene che si adottino altre risposte quali (appunto) le discariche e gli inceneritori, che evidentemente consentono di lucrare e di ottenere ingenti profitti economici. Ed è esattamente la linea politica che si sta cercando di imporre a scapito delle popolazioni campane. Sia con le buone che con le cattive.

    Lucio Garofalo

    Anime Giapponesi e Il Killer di Akihabara

    13 Giugno, 2008 in Informazione by didychan

    Ci sarebbe un discorso molto lungo da fare a proposito del disagio sociale, soprattutto giovanile, che c’è in Giappone.
    La società rigida, l’obbligo di mantenere un certo comportamento sociale che spesso viene vissuto come una maschera e quindi come falsità, la solitudine che questo comporta…
    Sono sempre più comuni i forum di aspiranti suicidi, persone che si conoscono e si incontrano su internet, dove il mezzo permette di superare le inibizioni, unicamente con lo scopo di trovare un legame e uccidersi insieme.


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    Quello che è successo pochi giorni fa non è altro che uno sfogo di questo disagio. Qualcosa di premeditato, di deciso da lungo tempo con freddezza. Un problema che esisteva da parecchio tempo quindi. Probabilmente una persona che aveva bisogno di aiuto che nessuno gli ha dato, la famiglia in primis. Il fatto stesso che mandasse messaggi in un forum preannunciando le sue intenzioni è un chiaro segno di un bisogno di attenzione.
    Un disagio che non è nuovo per chi segue gli Anime giapponesi (i cartoni animati), dove spesso salta fuori la cruda realtà del giappone moderno, con tutti i suoi aspetti negativi.
    Ci sono stati casi in cui proprio gli Anime, per la realtà che mostrano, sono stati ritenuti causa portante di comportamenti violenti. Sarebbe come dire che Gomorra di Roberto Saviano istiga a diventare camorristi.
    Com’è normale che sia, l’arte di un Paese rappresenta la società e la cultura del paese stesso.


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    Purtroppo l’opinione pubblica è spesso cieca di fronte a questa semplice verità.
    Anzi che analizzare la società e cercare di comprendere la cause di questo forte disagio, lascia crescere la paura di un fenomeno che non è in grado di capire, sfruttando il solito capro espiatorio come valvola di sfogo.
    Quali capri espiatori vengono chiamati in causa questa volta?
    Sono sempre gli stessi.
    La violenza in TV, i videogiochi, i cartoni animati che sarebbero creati da una “setta satanica cino-giapponese” e indurrebbero a vere e proprie possessioni sataniche…
    Delirio puro insomma.

    Basta leggere queste parole pubblicate dal Yomiuri Shimbun per capire che sono totalmente fuori strada:

    “Un bambino guarda la TV per circa tre ore e mezzo al giorno, con una media di 30 atti di violenza all’ora e lo stesso numero di atti di sesso più o meno espliciti. In 10 giorni, 300; in un mese, 1.000; in un anno, 12.000. Senza poi contare il tempo passato con Nintendo, Playstation, Gameboys, altri giochi di mostri, o di violenza, o nell’ambito scolastico. Pokemon, Digimon, Dragonball Zeta, Sailormoon, Power rangers, Beyblade (la trottola), che sono solo tra i più conosciuti e tra i più pericolosi, sono prodotti da una sètta satanica cino-giapponese, e l’87% dei bambini che li vedono, molto rapidamente diventano iper aggressivi, violenti, ribelli, disobbedienti, bugiardi, ipocriti, imparano a dire parolacce, perdono attenzione a scuola, e in loro nasce il desiderio di uccidere… e, purtropo, molti l’hanno fatto, in preda a vere possessioni sataniche. Per questo motivo, Sailormoon e Pokemon furono proibiti in Giappone nel 1999, come pure in altri paesi. Pokemon significa “Pocket Monster”, cioè Mostro tascabile: sono 150 angeli caduti dal cielo; dunque démoni, ciascuno con un potere malefico particolare. Pikachu significa “100 volte più potente di Dio”. Dragonball Zeta: la “O” di “DragOn” è una stella a 5 punte, in un circolo - simbolo satanico – Ball, o Baal, è il nome di un demonio che gli ebrei nel deserto servirono al posto di Dio, offrendogli i loro figli nel fuoco; la “Z” di Zeta, vecchio simbolo usato dal gruppo Led Zeppelin, significa “io satana sono il tuo Dio”; una delle canzoni dice: “siamo cento volte più potenti di Dio” e, in senso inverso alla musica, ci sono tre messaggi subliminali sovrapposti, che hanno l’effetto di spingere alla lussuria. Altri, come Rugrats o Angelica, Le Super Chicche, Tomb Raider, Cow and chicken, hanno l’effetto di distruggere nei bambini l’idea stessa della propria identificazione mascolina o femminile: si chiama Androgenismo - corpo di donne, comportamento aggressivo di uomo - le rare donne che appaiono nelle Nintendo, Playstation e altri cartoni o giochi sono tutte “androgene”… ”
    (Di P. Giorgio Dell’Aglio)

    http://www.mentecritica.net/il-killer-di-akihabara/informazione/didychan/4299/

    Nel Fantastico Mondo del LIBER OZ

    La favola di Oz è stata ispirata direttamente da Aleister Crowley, il Liber Oz 77, è opera sua.

     

    september clues parte 2